SCANDALO ARBITRI IN SERIE A: ROCCHI INDAGATO PER FRODE SPORTIVA

28/04/2026 – Consegnato in mattinata l’avviso di garanzia, nel mirino della Procura di Milano presunte pressioni su Var e Avar avvenute durante le ultime due stagioni.
Gianluca Rocchi indagato per “concorso in frode sportiva”. Il designatore della Can A e B ha fatto sapere di essere estraneo e che si difenderà per smontare ogni atto accusatorio nuovamente in rilievo. Il tutto era partito nel maggio 2025 tramite lettera-denuncia (inviata all’Aia) di Domenico Rocca, 42 anni di Vibo Valentia, ex assistente che in Napoli-Fiorentina del 17 maggio 2024 ha vissuto la sua ultima gara in Serie A e il 9 maggio 2025 (Spezia-Cremonese) la sua ultima partita in B. A livello sportivo la denuncia era stata archiviata. Ora in ballo c’è la rilevanza penale. Secondo quanto riportato dall’Agi l’interrogatorio di garanzia di Rocchi è stato fissato nell’invito a comparire per il giorno giovedì 30 aprile (giovedì prossimo) alle 10.
L’avviso di garanzia per concorso in frode sportiva lo ha colto di sorpresa stamattina. È lui stesso, Gianluca Rocchi, a confermarlo; lui che già a metà mattinata si era detto estraneo alla vicenda, sereno e pronto a difendersi tramite legali. “Questa mattina – racconta il designatore della Can A e B all’Ansa – ho ricevuto un avviso di garanzia. Sono sicuro di aver agito sempre correttamente ed ho piena fiducia nella magistratura. In merito alla vicenda odierna, in accordo con l’Aia e per il bene del gruppo CAN che deve poter operare nella massima serenità, ho deciso di autosospendermi, con decorrenza immediata, dal ruolo di responsabile CAN.

Questa scelta, sofferta, difficile ma condivisa con la mia famiglia – prosegue il designatore arbitrale -, vuole permettere un corretto decorso della fase giudiziale, da cui sono certo uscirò indenne e più forte di prima. Il grande amore per la mia associazione ed il senso di responsabilità per il ruolo ricoperto – conclude Rocchi – mi portano prima di tutto a tutelare un gruppo così importante di atleti che non voglio possa essere condizionato in alcun modo dalle mie vicende, in attesa di novità, che mi auguro quanto prima possano arrivare per chiarire la mia posizione”. Anche il legale del designatore ha voluto fare chiarezza. “Conosco il signor Rocchi da anni, è una persona seria e corretta” dice all’Ansa l’avvocato Antonio D’Avirro, del foro di Firenze, che difende Gianluca Rocchi. “Al momento non posso fare dichiarazioni, perché devo studiare le carte – aggiunge il legale -. Posso però dire che il mio assistito, con cui ho parlato, contesta quel che gli viene addebitato nell’invito a comparire”.

I capi d’imputazione sono tre, secondo l’accusa formulata dal pm Maurizio Ascione: l’aver “combinato” la designazione dell’arbitro Colombo per Bologna-Inter del 20 aprile 2025; l’aver inserito il direttore di gara Doveri nella semifinale di Coppa Italia per far sì che non potesse essere designato per la finale; la presunta interferenza in Udinese-Parma quando Paterna (al Var) si consulta con qualcuno attraverso le vetrate trasparenti della sala var di Lissone invitando poi l’arbitro Maresca a video. Nell’impianto accusatorio non ci sarebbe quindi il fallo di Bastoni a Duda in Inter-Verona quando non venne chiamata dal Var Nasca una “on field review” per il direttore di gara Fabbri. La questione è dunque inerente ai campionato 2023-24 e 2024-25 ed è stata rilanciata dall’agenzia AGI con video annesso nel quale il varista Paterna si gira verso la vetrata che isola i componenti della sala di Lissone, chiede se è rigore a qualcuno e immediatamente dopo l’arbitro (Maresca) della gara Udinese-Parma (1 marzo 2025) viene richiamato per una “on field review”, quindi a video affinché possa vedere che quel penalty è da assegnare. Il filone sportivo era stato aperto per iniziativa dell’assistente Domenico Rocca, poi archiviato dalla giustizia sportiva, che scrisse una lettera all’Aia aprendo di fatto il “terremoto”. Secondo Rocca sarebbe stato il designatore Gianluca Rocchi ad “alzarsi rapidamente dalla postazione per “bussare” più volte sul vetro della stanza di Paterna Var e Sozza Avar per richiamare la loro attenzione e che a loro volta chiameranno l’arbitro per un on field review”.
Il supervisore Var Andrea Gervasoni è indagato in “concorso con altre persone” per frode sportiva Nell’avviso di garanzia letto dall’AGI che gli è stato notificato ieri sera, si legge che “durante lo svolgimento della partita Salernitana-Modena con la concessione del calcio di rigore a favore della squadra emiliana da parte del direttore di gara Antonio Giuia incalzava e sollecitava l’addetto Var Luigi Nasca affinché questi richiamasse Giuia all’on field review ai fini della decisione iniziale sull’episodio di gioco”. I fatti risalgono all’8 marzo 2025. Gervasoni ha deciso di autosospendersi.

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