San G. a Cremano (NA), tangenti in comune: 6 arresti. Indagati sindaco ed ex sindaco

comune-san-giorgio-a-cremano-223/10/2015 – SAN GIORGIO A CREMANO – La polizia ha notificato una serie di misure cautelari degli arresti domiciliari a carico di dirigenti e funzionari del Comune di San Giorgio a Cremano. In corso anche decine di perquisizioni a carico anche di esponenti politici locali.
Secondo le prime indiscrezioni sarebbero state notificate informazioni di garanzia anche a carico dell’attuale sindaco, Giorgio Zinno e del suo predecesiore, Mimmo Giorgiano.

L’accusa ipotizzata dai Pm della Procura napoletana (indagine coordinata procuratore aggiunto Alfonso D’Avino) sarebbe quella di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione ed alla turbativa d’asta. Nel mirino degli inquirenti gli appalti al Comune.

Gli uomini della sezione anticorruzione della squadra mobile di Napoli e gli agenti del locale commissariato di polizia, col sostituto commissario Elio Manna, hanno eseguito nelle prime ore de lattino una perquisizione in casa del sindaco Zinno alla ricerca di documenti utili alle indagini.

L’indagine coinvolge l’ufficio tecnico comunale e l’avvocatura. Gli indagati sarebbero venti, di cui sei finiti ai domiciliari. Al momento si apprende che gli unici politici coinvolti sarebbero Zinno ed il suo predecessore, Giorgiano.

Questi i nomi degli arrestati, tutti in forza all’ufficio tecnico comunale: Carmine Intoccia (dirigente) e tre suoi collaboratori. Raffaele Peluso, Brigida di Somma e Leone di Marco, fratello dell’ex capo dell’opposizione in consiglio, Aquilino di Marco. Fra gli arrestati anche due imprenditori che avevano beneficiato di appalti al comune.

L’indagine, secondo le prime indiscrezioni, nascerebbe da una gola profonda vicina all’aministrazione e comunque a conoscenza di molti segreti del palazzo.

Agli indagati vengono contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro la pubblica amministrazione (corruzione, turbativa d’asta, turbata liberta del procedimento di scelta del contraente), oltre a specifici episodi di turbativa d’asta e di corruzione.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli– Sezione reati contra la Pubblica Ammistrazione, sono nate dalle dichiarazioni di una persona estranea agli addebiti ma perfettamente a conoscenza dei meccanismi illeciti nel settore dei lavori pubblici presso il Comune di San Giorgio a Cremano; esse si sono sviluppate mediante l’ausi1io di intercettazioni telefoniche ed ambientali, nonché di ulteriori contributi dichiarativi, riscontri documentali, attività di osservazione e controllo da parte degli organi di PG delegati.

Attraverso l’analisi del materiale investigativo complessivainente acquisito, si è indagato sull’esistenza di un vero e proprio sistema, operativo all’interno del Settore Infrastrutture del citato Comune, funzionale al controllo delle procedure di affidamento dei lavori pubblici. Sistema in grado di garantire, secondo l’accusa, l’aggiudicazione dei lavori in massima parte alle ditte perfettamente integrate in detto sistema, segnatanente quelle facenti capo a D’Alessandro Luigi, per un verso, ad Ascione Ernesto ed Esposito Cira, per altro verso. La struttura organizzativa delll’associazione é rappresentata dal medesimo apparato amministrativo comunale proprio del Sertore Inflasrruflzzre e Lavori Pubblici, alla cui articolazione interna la stessa si é sovrapposta con un modus operandi sostanzialmente omogeneo e protrattosi per un considerevole periodo di tempo. Detta organizzazione si é avvalsa del prezioso contributo dei funzionari comunali, di Peluso Raffaele, Intoccia Carmine, Di Marco Leone e De Somma Brigida, cui hanno fatto eco, per i1 versante imprenditoriale, soggetti ripetutamente favoriti, quali D’Alessandro Luigi ed i1 suo “braccio destro” Catauro Giuseppe. Le emergenze investigative consentono di affermare che Peluso Raffaele, agronomo in servizio presso il Servizio Lavori pubblici e Servizio Lavori Pubblici, ha stabilmente strumentalizzato 1’esercizio della propria funzione al perseguimento degli interessi economici delle imprese D’Alessandro ed Ascione col deciso contributo del Dirigente del Settore e degli altri funzionari del Settore Infrastrutture, ricevendo in cambio illeciti profitti.

Si e accertato poi che le modalità adottate dal1’associazione per procedere al1’aggiuc1icazione degli appalti in favore delle imprese colluse, sono consistite prevalentemente nella definizione dei requisiti di partecipazione presenti nei bandi di gara per favorire determinate imprese; nel1’errata contabilizzazione in eccesso di lavori pubblici; nella predisposizione di false attestazioni circa l’esecuzione di lavori pubblici inesistenti anche di importo rilevante; nel1a predisposizione delle offerte e dei preventivi successivamente depositati dalle ditte di D’Alessandro Luigi e di Esposito Cira; nel ricorso sistematico alla procedura di scelta del contraente nelle forme del1’affidamento diretto. In particolare, dalle captazioni ambientali e emerso che, al fine di avvantaggiare le imprese nell’aggiudicazione delle gare, l’associazione ha posto in essere un escamotage consistente nella modifica dei punteggi riconosciuti in sede di valutazione del1’offerta economica pm vantaggiosa, e che in numerose occasioni i funzionari infedeli si interfacciavano direttamente col responsabile tecnico delle ditte da favorire contribuendo concretamente alla compilazione del computo metrico da allegare al1’offer1a a cura delle imprese che partecipano alla gara.

L’associazione favoriva le ditte colluse anche nella fase successiva all’aggiudicazione della gara, prodigandosi per avvantaggiarle nel pagamento degli stati di avanzamento, in particolare incidendo sugli aumenti delle spese impreviste e degli oneri di scarico e sicurezza, in modo da consentire i1 “recupero” di quanto perso in sede di ribasso. Tra i lavori oggetto delle attività di favoritismo, mediante turbativa d’asta, vi sono quelli relativi a: manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti di pubblica illuminazione e semaforici, per il quale era stata stanziata una spesa complessiva di 800.000,00 euro; lavori per adeguamento del Plesso Seolastico “G Mazzini” per un importo complessivo di euro 89.000,00; manutenzione del1’impianto termico a servizio della Scuola Noschese”; lavori per la manutenzione straordinaria delle strade del Comune di San Giorgio a Cremano per il quale era stata stanziata una spesa complessiva di 800.000,00 euro. Come corrispettivo dei vantaggi ottenuti con l’aggiudicazione degli appalti si e accertato, a titolo di esempio, che il funzionario Peluso ha ottenuto dalle ditte favorite una serie di utilitaà, tra cui somme di denaro per diverse migliaia di euro, computer, regali, gioielli in oro, esecuzione di lavori edili; in tale ultimo caso i costi venivano contabilizzali ed inseriti illegittimamente nel1’importo delle opere pubbliche da affidare alle ditte facenti capo a D’Alessandro.

Attraverso l’analisi dei lavori, contrattualizzati e non, aggiudicati nel periodo tra i1 2009 ed i1 2015 dal Settore Pianificazione Urbanistica e Lavori Pubblici alle imprese D’ALESSANDRO Costruzioni srl. e DALCO s.r.1. e dal Settore Ambiente e Patrimonio alla ditta ASCIONE di Esposito Cira si é accertato un progressivo consistente aumento degli affidamenti di lavori a tali ditte, di gran lunga superiore agli affidamenti conferiti ad altre imprese. Nel corso delle odierne operazioni sono state eseguite diverse perquisizioni locali, sia presso le abitazioni di indagati, sia presso gli uffici comunali. FONTE

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