Fallimento Mercatone Uno: inviati 8 avvisi per bancarotta fraudolenta

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 06-11-2018 Roma Politica Residenza di Ripetta. Presentazione del libro: "Sicurezza è libertà" di Marco Minniti Nella foto Carlo Calenda, Paolo Gentiloni Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 06-11-2018 Roma (Italy) Politic Residence of Ripetta. Presentation of the book: "Security is freedom" by Marco Minniti In the pic Carlo Calenda, Paolo Gentiloni

28/05/2019 – I responsabili della tragica situazione nella quale si trovano i 1860 dipendenti del Mercatone Uno, 32 dei quali fanno capo al punto vendita di San Michele, sono il governo Gentiloni e l’allora ministro Calenda (nella foto)che in questo fine settimana ha cercato inutilmente di scaricare la responsabilità su Di Maio, ottenendo solo uno spot elettorale, utile nel giorno delle elezioni.

Calenda si è giustificato dicendo che la trattativa con la Shernon Holding era l’unica possibile per salvaguardare i posti di lavoro.

In pratica sembra che sia successo che dopo i bandi di gara europei andati deserti, Mercatone Uno sia stato ceduto al primo che ha depositato un’offerta.

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Calenda e Gentiloni non hanno avuto nessun sospetto sul fatto che la Holding avesse sede a Malta e che la copertura del capitale richiesto potesse avvenire solo in un secondo tempo, quando due ipotetici soci avrebbero provveduto a ricapitalizzare l’operazione.

Di certo a pochi mesi dalle votazioni di ottobre, per il governo Gentiloni sarebbe stato decisamente imbarazzante dover registrare il fallimento di Mercatone Uno con conseguente disoccupazione di 1860 dipendenti anche se in realtà ad essere coinvolti sono molti di più, considerando le famiglie indirettamente chiamate in causa.

Come sarà anche successo che in prossimità della scadenza del proprio mandato, Calenda abbia delegato a terzi la gestione della pratica.

Ed allora decisamente meglio una soluzione “allegra” con tanto di patata bollente da passare alla nuova maggioranza.

I sindacati ? Stupisce la loro meraviglia anche perché solo ad aprile avevano attivato lo stato d’agitazione col quale avevano ufficialmente comunicato l’insolvenza verso i fornitori che avevano smesso di rifornire i magazzini del Mercatone Uno.

Ovvio che la repentina dichiarazione di fallimento non fosse prevedibile, però i rischi potevano essere intuiti da chi era a contatto quotidiano con la realtà aziendale.

Non solo nell’interesse dei dipendenti, ma anche in quello dei consumatori che fino alle ultime ore d’apertura di venerdì scorso, hanno acquistato versando delle caparre.

Nel frattempo la Procura di Bologna ha inviato 8 avvisi per bancarotta fraudolenta e per distrazione per fatti contestati dal 2005 al 2013. – [FONTE]
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