Scandola denuncia e rischia l’espulsione: In Cisl scoppia il caso maxistipendi


MANIFESTAZIONE CONTRO I TAGLI ALLA SPESA SOCIALE10/08/2015 – In Cisl scoppia il caso degli stipendi d’oro. A far scoppiare lo scandalo la denuncia via mail di un dirigente che ha scritto a tutti i membri del Consiglio generale della Cisl denunciando il reddito di un nutrito gruppo di dirigenti. Secondo il dossier firmato da Fausto Scandola nel sindacato vengono erogati stipendi che sfiorano i 300mila euro annui grazie ai salari che si accumulano agli assegni di pensione. Proprio come era successo al segretario dimissionario Raffaele Bonanni. Sotto accusa ci sono Antonino Sorgi (256mila euro lordi), Ermenegildo Bonfanti (225mila euro in un anno), Pierangelo Raineri (237mila euro annui) e Valeriano Canepari (289.241). Cifre che portano Scandola a chiedere un “un ricambio vero” dei dirigenti e le dimissioni del segretario generale Annamaria Furlan.

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Uno sfogo che potrebbe però costargli l’espulsione, come racconta Repubblica, mentre Annamaria Furlan promette maggiore trasparenza: “L’organizzazione aveva bisogno di nuove regole e se le è date con il regolamento approvato il 9 luglio che entrerà pienamente in vigore il 30 settembre”, ha detto, “Escluse d’ora in poi le possibilità di cumulo delle indennità. Abbiamo imboccato la strada della trasparenza e la completeremo con l’assemblea di organizzazione di novembre. Metteremo tutto su Internet. Già oggi lo fanno i metalmeccanici della Fim di Bentivogli. A partire dalla fine di settembre
manderemo gli ispettori a verificare che sia stato effettivamente applicati”. Fonte

«Metteremo tutto su internet», annuncia il leader della Cisl. Inoltre, continua, «abbiamo introdotto una norma per cui se un sindacalista ottiene incarichi esterni, il compenso sarà versato direttamente all’organizzazione e non al diretto interessato. Del resto, lo stipendio da sindacalista è più che sufficiente ed è giusto che gli incarichi esterni producano introiti da destinare alle strutture della Cisl». «Infine con una delibera di segreteria immediatamente esecutiva abbiamo provveduto e ridurre in modo drastico le indennità di vertice più alte», sostiene ancora Furlan.



L’espulsione del pensionato che ha denunciato questa vicenda, rileva infine il segretario generale della Cisl, «è stata decisa dalla nostra magistratura interna che è autonoma nelle sue scelte. Non sono tanto decisive le offese personali che mi sono state rivolte nella lettera che mi ha inviato ma la scelta di far circolare quel documento in questo modo gettando discredito sull’organizzazione». Insomma il discredito sul sindacato, secondo Furlan, lo getta chi denuncia i compensi d’oro, non chi stabilisce e incassa quei megastipendi.


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