Roma, arresti in comune per corruzione nelle Coop, per la gestione campi Rom

arresti-roma-corruzione-67521/06/2016 – Inchiesta su appalti gestione campi nomadi. Raggi: “Grazie alla Procura”. I reati contestati sono corruzione, falso in atto pubblico e turbativa d’asta. I fatti risalgono al periodo compreso tra la fine del 2013 e il marzo del 2014. In manette quattro imprenditori delle coop, ai domiciliari un funzionario comunale e un vigile urbano. Arresti e perquisizioni per dipendenti del Comune di Roma e imprenditori coinvolti in una vicenda di corruzione. Una inchiesta della Procura su un giro di mazzette, che non ha alcun legame con la maxinchiesta su Mafia Capitale, e che riguarda la gestione di alcuni campi nomadi della Capitale. Il giro di tangenti riguarda funzionari del dipartimento politiche sociali e salute del Comune e risale al periodo compreso tra la fine del 2013 e il marzo del 2014. I reati contestati sono corruzione, falso in atto pubblico e turbativa d’asta. Raggiunti da provvedimento di custodia cautelare in carcere gli imprenditori delle coop, Roberto Chierici, Massimo Colangelo , Loris Talone e Salvatore di Maggio. Ai domiciliari il funzionario del Comune di Roma, Alessandra Morgillo e il vigile urbano Eliseo De Luca. Disposta una misura interdittiva per il funzionario Vito Fulco. L’ordinanza di arresto è stata firmata dal gip Flavia Costantini su richiesta del procuratore aggiunto Paolo Ielo e dei sostituti Carlo Lasperanza, Edoardo De Santis, Luca Tescaroli e Maria Letizia Golfieri. Ed è stata eseguita dai carabinieri della compagnia Roma-Eur. Nel procedimento risulta indagata anche Emanuela Salvatori, la funzionaria del Comune che lo scorso novembre è stata condannata a 4 anni di reclusione, in abbreviato, per i suoi affari con il ‘ras’ delle cooperative Salvatore Buzzi in uno dei rivoli di Mafia Capitale. La neosindaco. «Un’altra inchiesta sui campi rom, tra arresti e tangenti. Il mio grazie alla Procura e alle forze dell’ordine. Ora #voltiamopagina». Così su Twitter il nuovo sindaco di Roma Virginia Raggi sugli arresti di stamani nella capitale. Il “sistema”. Mazzette, biglietti per il teatro, un collier e anche l’acquisto di un escavatore. Così i funzionari del comune di Roma arrestati oggi venivano corrotti dagli imprenditori delle Coop che puntavano ad ottenere appalti per la bonifica di alcuni campi nomadi tra cui quello di Castel Romano e quello di via Candoni. In base a quanto hanno accertato dai pm della Procura di Roma e dai carabinieri della compagnia Eur gli appalti venivano affidati senza gara e spesso i lavori all’interno dei campi non venivano neanche effettuati. Gli imprenditori ottenevano il via libera dopo aver presentato richiesta con firme false e riuscivano ad ottenere dai funzionari capitolini anche la retrodatazione su alcuni documenti. Tra le varie utilità ottenute dai dirigenti anche l’assunzione di una figlia presso una delle cooperative o la pubblicità gratuita per lo studio dentistico di una parente di una indagata. Lo scambio di soldi. Il passaggio di “mazzette” tra imprenditori e funzionari avveniva anche all’interno degli uffici del Campidoglio. È quanto hanno costatato i carabinieri della compagnia Eur che hanno svolto le indagini culminate oggi in una serie di provvedimenti di custodia cautelare. Le mazzette avevano importi che variavano dai 3000 euro in su. Gli inquirenti sono riusciti anche a filmare il passaggio di denaro che in alcuni casi avveniva anche negli uffici del dipartimento politiche sociali. L’inchiesta era partita da una serie di intercettazioni telefoniche in cui alcuni abitanti dei campi rom raccontavano del giro di mazzette tra imprenditori e funzionari comunali. Il Gip. Una attività lavorativa svolta in totale dispregio degli interessi pubblici «così da dimostrare un sistema di corruzione diffuso e radicato nell’ufficio del comune di Roma». È quanto scrive il gip Flavia Costantini nell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di funzionari del Campidoglio e imprenditori coinvolti in un giro di mazzette e favori. Nel provvedimento di oltre duecento pagine vengono descritte le attività illecite e gli episodi di corruzione. «Fulcro del dipartimento Politiche Sociali e punto di riferimento della maggior parte delle vicende corruttive – si legge – risulta essere Emanuela Salvatori, già condannata in uno dei rivoli di Mafia Capitale, i cui collaboratori individuati hanno dimostrato di svolgere la loro attività lavorativa in totale e continuo dispregio degli interessi pubblici, così da dimostrare un sistema di corruzione diffuso e radicato nell’ufficio del comune di Roma». Il presidente dell’Anac. L’inchiesta sulla corruzione nei servizi agli immigrati che oggi a Roma ha portato all’arresto di alcuni dipendenti del Comune «credo riguardi una vicenda precedente», ma dimostra come «il tema degli appalti credo sia centrale. La riorganizzazione del sistema degli appalti da parte di Roma Capitale è assolutamente fondamentale. Il sindaco Raggi lo sa e ha letto la nostra relazione. E quello dei campi nomadi rientra nel settore dei servizi sociali che rappresentano una di quelle assolute necessità da dover tutelare, ma è necessario lavorare anche sul piano della trasparenza». Lo ha detto il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, interpellato a margine di un’audizione. FONTE CONTINUA A LEGGERE
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