Pensioni anticipate a 63 anni: semplice correzione della riforma Fornero

PENSIONI: TECNICI AL LAVORO IN VISTA TAVOLO LUNEDI'13/09/2016 – Pro e contro dell’uscita dal lavoro prima del previsto, in base alle nuove regole studiate dal governo Renzi. La riforma delle pensioni studiata dal Governo Renzi, l’ennesima approvata in Italia sta prendendo corpo.In realtà più che una vera e propria riforma è un semplice correttivo della legge Fornero, per consentire ai lavoratori di mettersi a riposo tra i 63 e i 65 anni, le nuove misure scatteranno a partire da Gennaio 2017.
Potrebbe garantire solo l’uscita flessibile di due anni la nuova #pensione anticipata sulla quale sono in corso le simulazioni del Governo #Renzi per i nati dal 1951 al 1953 e, a seguire, dai nati successivamente. Diversamente da quanto anticipato negli scorsi giorni dai quotidiani e dallo stesso Premier, Matteo Renzi, le risorse che possono essere messe sul tavolo sarebbero risicate e, dunque, la situazione dei conti pubblici potrebbe comportare un dietrofront sull’anticipo pensionistico. Le ultime notizie sono state divulgate dal quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno proprio in occasione dell’apertura dell’ottantesima Fiera del Levante.

Pensioni anticipate Ape di Renzi, uscita 2 anni prima della pensione di vecchiaia?
Nell’incontro che si terrà con i sindacati domani, lunedì 12 settembre, si parlerà di possibili variazioni alle #Pensioni anticipate. Secondo quanto risulta al quotidiano pugliese, tecnici vicini al Governo potrebbero proporre una riduzione dai tre anni preventivati a due di uscita flessibile. La motivazione principale è rappresentata dalla insufficienza delle risorse, ragione per la quale se proprio non si dovesse riuscire ad arrivare a tre anni di anticipo, ci si fermerà a due. La variazione comporterebbe un cambio di programma inaspettato: nel 2017 potrebbero andare in pensione anticipata i contribuenti che abbiano già maturato l’età di 64 anni e sette mesi, due anni in meno rispetto ai requisiti anagrafici in vigore per le pensioni di vecchiaia. Di conseguenza, potrebbero beneficiare della pensione anticipata solo i lavoratori nati entro il mese di giugno del 1953.

Quali sono le penalizzazioni per le pensioni anticipate e per gli esodati?
Trovano conferma, per ora, le anticipazioni sulle penalizzazioni delle pensioni anticipate divulgate qualche giorno fa dal Corriere della Sera: per l’anticipo pensionistico, ovvero l’Ape di Renzi, non si prevederanno decurtazioni a pagamento del prestito pensionistico per gli assegni che l’Inps, in base ai propri calcoli, prevede che non possano superare i mille e cinquecento euro lordi mensili. Pertanto, le categorie di lavoratori più in difficoltà, come i disoccupati e gli esodati, non dovrebbero subire tagli alla pensione. Al di sopra del tetto dei 1.500 euro, intorno ai 2.000 euro, si pagherà l’1% per ciascun anno che si decide di anticipare, il 2% per le pensioni da tremila euro, fino ad arrivare al 5% per le pensioni più elevate. – FONTE

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