Vicenza: Malattia dei topi. Quattro ricoverati Uno è grave

24/04/2017 – Quattro casi contemporaneamente, anche se non collegati, di leptospirosi. Ed è allarme. Quattro pensionati, di 68 e di 65 anni, e due di 64, sono stati ricoverati al San Bortolo in gravi condizioni per aver contratto la malattia dei topi. Uno abita in città, gli altri tre nell’hinterland. Uno, dopo la terapia d’urto a base di antibiotici, si è ripreso ed è stato dimesso. Gli altri sono ancora nel reparto di nefrologia diretto da Claudio Ronco. L’infezione ha aggredito i reni. Per i quattro un’identica prognosi: insufficienza renale acuta.

A rischiare di più è il più anziano, che viene curato anche per una sofferenza epatica. Si sono infettati venendo a contatto con acque contaminate dalle urine dei roditori. Non avevano né guanti e né stivali. Tre erano andati a funghi in una zona di risorgive nei dintorni di Caldogno, mentre il quarto aveva raccolto castagne a Villabalzana.
Sono i topi ad ospitare nel proprio organismo il pericoloso batterio, la leptospira, e ad eliminarla in grandi quantità con le urine, infettando il terreno e le acque stagnanti. «Questa – spiega il dirigente del servizio per l’igiene pubblica Andrea Todescato – è la stagione più favorevole per un’infezione che è tipica di climi umidi, zone piovose e temperature non rigide.

A esserne colpiti sono soprattutto pescatori, cacciatori, persone che per diletto, sport o lavoro frequentano aree con fossati o acqua stagnante. La precauzione principale deve essere quella di indossare guanti e stivali: immergere le mani nude, o anche solo bagnarsi in qualche modo le gambe, può essere un rischio che molti sottovalutano. I batteri penetrano attraverso la cute e le mucose. La malattia non è contagiosa. Non si trasmette da uomo a uomo. Ma, se non viene diagnosticata in tempi brevi, può diventare letale».
L’incubazione può essere abbastanza lunga, dai 4 ai 20 giorni. L’infezione esplode gradualmente. Prima arriva un po’ di febbre, poi sopraggiungono dolori muscolari, eruzioni cutanee, segni di compromissione epatica, renale, meningea. Per qualcuno, infine, subentrano pure ittero e rigidità nucale. FONTE

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