Aggredì poliziotto in Centrale: migrante libero dopo 36 ore

19/07/2017 – È stato scarcerato dopo appena 36 ore Saidou Mamoud Diallo, il 31enne della Guinea che lunedì ha accoltellato un poliziotto in stazione Centrale a Milano. Il gip Maria Vicedomini, che lo ha interrogato questa mattina nel carcere di San Vittore, ha convalidato l’arresto dell’uomo ma lo ha scarcerato con l’obbligo di firma. Per il giudice, stando a quanto riferito dall’avvocato Nicoletta Collalto, legale del giovane, l’accoltellamento non andrebbe inquadrato come tentato omicidio, ma come una conseguenza della colluttazione scaturita dalla resistenza di Diallo all’intervento delle forze dell’ordine.

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Diallo è stato ora preso in carico dall’ufficio Immigrazione della Questura di Milano che si occuperà di lui perché è irregolare sul territorio italiano. Gli scenari possibili sono una sua collocazione in Cpr (Centro di permanenza per il rimpatrio) o un’ eventuale espulsione sulla base di un provvedimento che pende sul suo capo da diverso tempo e mai eseguito. Sempre stando a quanto spiegato dal legale di Diallo, il presunto reato di tentato omicidio è stato “assorbito” in quello di resistenza a pubblico ufficiale. Il giovane guineano è accusato, oltre che di resistenza, anche di minaccia aggravata e detenzione abusiva di armi.

L’irregolare, da quanto hanno riferito i molti viaggiatori presenti, mentre cercava di pugnalare l’agente ha gridato: “Voglio morire per Allah”. Al momento, però, da quanto è emerso dalle indagini, l’uomo non avrebbe alcun legame con organizzazioni di tipo terroristico. Il pm Paola Pirrotta, titolare del fascicolo, aveva chiesto la convalida dell’arresto e la misura cautelare per Diallo, accusato di tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale.

Tutto era iniziato nella zona dei pullman che collegano la stazione con gli aeroporti, oltre la zona taxi, dove il migrante – che solo dopo si è scoperto essere irregolare – ha iniziato a discutere animatamente con il personale dei bus. Era molto agitato ed era armato di coltello, ragione per la quale è stata chiamata la polizia. Quando Diallo ha visto le divise blu, si è avventato contro un’agente, ferendolo lievemente a una spalla. Fortunatamente il giubbotto antiproiettile ha protetto il poliziotto, che è stato ricoverato in codice verde in ospedale. Il capo pattuglia, invece, dallo scontro è uscito illeso. Si tratta della seconda aggressione simile in meno di due mesi a Milano. Il 18 maggio, sempre in Centrale, Tommaso Ismail Hosni – un 20enne nato all’ombra della Madonnina da madre italiana e padre tunisino – aveva aggredito con un coltello un agente della Polfer e due militari dell’Esercito che stavano presidiando lo scalo ferroviario.



L’aggressione era avvenuta nel mezzanino della stazione Centrale durante un controllo di routine. Gli agenti avevano chiesto i documenti a Hosni, che per tutta risposta dalle tasche della felpa aveva estratto il coltello rubato poco prima. In quel caso qualche legame con l’universo jihadista c’era: il 20enne nei mesi precedenti si era fatto crescere una lunga barba e aveva postato sui social network una serie di video inneggianti all’Isis. La Procura di Milano ha chiesto a Facebook di poter accedere ai contenuti del suo profilo e il colosso dell’informatica si è reso disponibile a collaborare con le indagini. – FONTE

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