L’incredibile Gaffes. Il ministro Padoan svela il problema dell’INPS: ‘Gli Italiani muoiono troppo tardi’

18/10/2017 – Non sono di certo passate inosservate le parole del Ministro dell’Economia e delle Finanza Pier Carlo Padoan che ieri a proposito dei problemi relativi all’INPS ha addebitato parte delle cause anche alla longevità del popolo italiano. Come riferisce Libero stamattina, secondo il Ministro:

“Gli Italiani muoiono troppo tardi e ciò incide negativamente sui conti dell’Inps”.

La replica di Vittorio Feltri è stata a dir poco feroce. E in una parte del suo editoriale scrive:

“Padoan trova che il problema siano i canuti dipendenti a riposo, cioè, coloro che hanno riempito le casse previdenziali pagando ogni mese, detratte dalla busta paga, le marchette dovute per legge all’ente in questione. In pratica il ministro se la prende, augurando loro decessi prematuri, con individui che hanno il diritto alla pensione in base a quanto sborsato , e seguitano ad assistere i manutengoli senza fare una piega. Siamo di fronte a una ingiustizia clamorosa e ad una infame crudeltà nei confronti degli anziani ex lavoratori. Il responsabile del dicastero andrebbe cacciato a furor di pensionati”.

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In effetti l’Italia è uno dei Paesi con più anziani nell’area dell’Ocse ma diventerà, nel 2050, il terzo Paese con più anziani nel mondo dopo Giappone e Spagna. Nel 2050, infatti, in Italia ci saranno 74 over 65 anni per ogni 100 attivi (persone di un età compresa tra i 20 e i 64 anni). Attualmente sono 38. Solo il Giappone (78 per 100) e la Spagna (76 per 100) precederanno il Belpaese.

Secondo queste stime, nel 2050, in Italia ci saranno 74 over 65 anni per ogni 100 attivi (persone di un età compresa tra i 20 e i 64 anni). Attualmente sono 38. Solo il Giappone (78 per 100) e la Spagna (76 per 100) precederanno il Belpaese.



Ovviamente ciò incide non poco sulle casse dell’INPS ma di certo il problema non sono gli Italiani in pensione, bensì quelli che un lavoro non ce l’hanno e quindi non possono versare alcun contributo. Nonostante le incoraggianti affermazioni di Draghi sul jobs act, il problema quindi è da riscontrare nelle politiche di inclusione al lavoro. – FONTE

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