Argentina, sottomarino con 44 marinai a bordo scompare misteriosamente in Patagonia: anche la NASA partecipa alle ricerche

20/11/2017 – La marina dell’Argentina continua le ricerche del sottomarino scomparso nel Sud Atlantico da due giorni con a bordo 44 membri dell’equipaggio. L’Ara San Juan si trovava nel mar argentino meridionale a 432 chilometri dalle coste della Patagonia quando ha inviato il suo ultimo segnale mercoledì, come ha fatto sapere il portavoce Enrique Balbi. L’operazione di emergenza è stata ufficialmente trasformata ieri sera in una procedura di ricerca e salvataggio dopo non era avvenuto nessun contatto visivo o radar con il sottomarino.

“L’avvistamento risulta essere difficile nonostante la quantità di barche e aerei” dispiegati nella ricerca, ha spiegato Balbi sottolineando che forti venti e onde alte hanno complicato le operazioni. “Ovviamente il numero delle ore trascorse, due giorni senza comunicazione, è una nota preoccupante”, ha aggiunto.

Secondo la marina il sottomarino, che ha lasciato Ushuaia in direzione della città costiera di Mar del Plata, nella provincia di Buenos Aires, abbia avuto difficoltà di comunicazione causate forse da un’interruzione del sistema elettrico. Il protocollo della Marina prevede che un sottomarino ritorni in superficie una volta perse le comunicazioni.

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“Aspettiamo che riemerga”, ha ribadito Balbi. Il presidente Mauricio Macri ha fatto sapere che il governo è in contatto con le famiglie dell’equipaggio. “Condividiamo la loro preoccupazione e quella di tutti gli argentini”, ha scritto su Twitter. “Ci impegniamo a utilizzare tutte le risorse nazionali e internazionali necessarie per trovare il sottomarino Ara San Juan il prima possibile”, ha aggiunto. L’Argentina ha accettato l’offerta degli Stati Uniti che un velivolo esploratore P-3 della Nasa, di stanza nella città meridionale di Ushuaia e che si stava preparando a partire per l’Antartide, sorvoli l’area di ricerca.

La Marina argentina ha intanto dichiarato lo stato di “ricerca e salvataggio” (Sar) dell’”ARA San Juan”, un protocollo dovuto secondo fonti dell’Armada dopo la prima emergenza scattata ieri: ciò non significa necessariamente che si tema per la sorte dell’unità, dal momento che l’unico dato certo è la mancanza di comunicazioni che potrebbe essere dovuta semplicemente ad un’avaria all’antenna di trasmissione, in una zona in cui le condizioni meteo sono al momento pessime. Di fatto la Marina ha sottolineato che sia per quel che riguarda l’ossigeno che le provviste a bordo non esistono problemi di sorta: anche senza propulsione il sommergibile è comunque in grado di mantenersi in superficie mentre le scorte di acqua potabile e cibo conservate a bordo bastano per mantenere i 44 membri dell’equipaggio per almeno quindici giorni oltre al durata prevista della missione.



Proprio le cattive condizioni meteo nella zona dell’ultimo contatto – con raffiche di vento oltre i 90 chilometri orari e un forte moto ondoso – potrebbero aver costretto il “San Juan” a navigare in immersione, il che spiegherebbe la perdita del contatto radio, possibile solo se l’unità naviga in superficie o comunque con l’antenna oltre il pelo dell’acqua. Il “San Juan”, fabbricato in Germania dalla Thyssen, è un sommergibile a propulsione diesel-elettrica lungo 65 metri e in grado di raggiungere i 250 metri di profondità, con un’autonomia di 22mila chilometri; varato nel 1983, aveva appena completato i lavori di manutenzione previsti alla metà della sua vita operativa. L’unità era salpata da Ushuaia, dove aveva effettuato una serie di esercitazioni, ed era diretta alla base navale di Mar del Plata Nel momento in cui il contatto radio è stato perso, il sottomarino si trovava nella zona del golfo San Jorge, tra Rio Gallegos e Puerto Deseado, a circa 400 chilometri dalla costa.

C’e’ anche la prima donna ufficiale del Sudamerica tra i 44 membri d’equipaggio del sottomarino argentino di cui da mercoledi’ si sono perse le tracce al largo delle coste nell’Atlantico meridionale. Lo scrive il sito El Pais precisando che l’ufficiale, Eliana Maria Krawczyk, di 34 anni, e’ responsabile delle operazioni del sottomarino, una posizione che include il controllo delle armi e la manovra di ormeggio. Krawczyk si e’ laureata alla scuola navale e attualmente e’ la prima ufficiale subacquea in 71 anni di storia della Marina argentina. Eduardo, padre di Eliana, ha visto sua figlia l’ultima volta due settimane fa, poco prima che il sottomarino salpasse.


“Mi disse che era felice di essere a bordo – ha raccontato al telegiornale Tn -. Poi quando sono arrivati nella Terra del Fuoco il governatore e’ salito a bordo sul sottomarino e si e’ congratulato con lei per il suo ruolo di responsabilita’”. Eduardo ha poi aggiunto che sta pregando per sua figlia e si e’ detto sicuro che la rivedra’ e che il loro incontro “sara’ come rinascere” di nuovo. Krawczyk e’ nata a Obera, una delle citta’ piu’ importanti di Corrientes, nel nord dell’Argentina. Dopo avere studiato ingegneria rimase colpita da una pubblicita’ dalla Marina che l’ha convinse ad entrare alla Scuola Militare Navale. nel 2008 si laureo’ e dopo aver visitato Mar del Plata, dove erano ormeggiati tre sottomarini della flotta argentina, si innamoro’ dei sommergibili. “Sono andata a Mar del Plata per il giuramento della bandiera, mi sono imbarcata sul sottomarino e ho capito che volevo questo mestiere”, ha raccontato in un video l’anno scorso. Poi si e’ specializzata nelle armi da sottomarino, e nel 2012 si e’ imbarcata per quattro anni nel sottomarino Ara Salta fino alla sua missione attuale, quella a bordo dell’Ara San Juan. FONTE
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