Gratteri: “La ‘ndrangheta costa alla Calabria il 9% del Pil” (VIDEO)

22/11/2017 – Riuscire a fare informazione libera in una terra che vede imperare le leggi della ‘ndrangheta avallate dalla massoneria deviata che, tramite la zona grigia, le consente di penetrare gli assetti della società civile e talvolta delle istituzioni. Su questo tema, il procuratore distrettuale antimafia di Catanzaro Nicola Gratteri è stato intervistato ieri sera dal presidente dell’ordine dei giornalisti calabresi Giuseppe Soluri,……

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…… al convegno organizzato nell’Auditorium della Chiesa Nuova di Vibo Marina, per il secondo anniversario dalla nascita di Zoom24.it, il quotidiano online regionale di informazione. Sala stracolma con quasi cinquecento persone presenti e molti giovani ad ascoltare le parole di Nicola Gratteri, salutato nel finale con una vera e propria standing-ovation da parte del pubblico presente.

La ‘ndrangheta e il Pil. Una lunga analisi sull’origine della ‘ndrangheta, sulla sua affermazione nel corso della storia e sulla sua influenza sulle attività finanziarie. “La presenza della criminalità organizzata – ha detto Nicola Gratteri – costa il 9% del prodotto interno lordo alla Calabria. Bisogna sfatare il mito che la ‘ndrangheta crea ricchezza”.



‘Ndrangheta e massoneria. Quanto alle aree di influenza del crimine organizzato, Gratteri ha evidenziato che la Provincia di Vibo e di Crotone “hanno lo stesso spessore criminale di quella di Reggio Calabria, mentre Catanzaro e Cosenza hanno delle specializzazioni differenti”. E sulla massoneria ha puntualizzato: “Le logge deviate e le ‘ndrine sono la stessa cosa, non c’è preminenza dell’una sull’altra”.


Non è mancata una frecciata alla società cosiddetta civile e a quei ceti abbienti che talora contribuiscono a “rivalutare socialmente le famiglie di mafia. Gli ‘ndranghetisti – ha chiarito Gratteri – i soldi li hanno fatti da tempo. Da qualche anno quello che vogliono è l’inserimento sociale per loro stessi e per i propri figli”. Quanto alla legge sulle intercettazioni, bocciata da magistrati, avvocati e giornalisti, ha ammesso: “E’ una porcheria”. FONTE

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