Arrestato un lobbista! Finanziava la politica! Non si vergognano neanche un po a parlare del M5S .

07/02/2018 – Una operazione congiunta tra la Procura di Roma e Messina ha portato la Guarda di Finanza ad effettuare 15 arresti per due associazioni a delinquere dedite alla frode fiscale, reati contro la pubblica amministrazione e corruzione in atti giudiziari. Tra i fermati anche Giancarlo Longo, ex pm della Procura di Siracusa, l’avvocato Piero Amara e gli imprenditore Fabrizio Centofanti e Enzo Bigotti, quest’ultimo già coinvolto nel caso Consip.
Fabrizio Centofanti, il lobbista vicino a Zingaretti che per anni ha fatto affari con la Regione Lazio a guida Pd.

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In particolare secondo gli inquirenti, la Cosmec, società di Centofanti, dà 72mila euro a Maurizio Venafro, già capo di gabinetto di Zingaretti, per una consulenza fittizia che fa insospettire la finanza sia perché l’oggetto è estremamente generico sia perché l’attività per cui Venafro viene pagato da Cosmec riguarda in realtà la società ‘Energie Nuove’, altra società riconducibile sempre a Centofanti e operante nel campo idroelettrico e con interessi nell’attività amministrativa regionale. In poche parole, con le sue società Centofanti secondo le indagini della Finanza, avrebbe usato una consulenza fittizia per pagare una presunta ‘stecca’ di oltre 72mila euro a Venafro, già capo di gabinetto della giunta Zingaretti.

Chissà se del tutto casualmente qualche tempo dopo questi 70.000 euro rientreranno nelle tasche di Centofanti uscendo da quelle dei cittadini del Lazio. Nell’aprile 2016, infatti, quando Venafro risulta già dimesso dal ruolo di ex capo di gabinetto di Zingaretti e Centofanti risulta in piena attività, la Regione Lazio eroga 70 mila euro più iva alla Cosmec di Centofanti (totale 85mila euro) per ‘promuovere il logo della Regione Lazio’ nell’ambito – ironia della sorte – della 6^ edizione del ‘Salone della Giustizia’. In poche parole è la Regione, e quindi i cittadini del Lazio, a ripagare la presunta ‘stecca’ pagata da Centofanti a Venafro, ex capo di gabinetto di Zingaretti.



Al momento non è possibile sapere se siano solo coincidenze e spetterà agli inquirenti valutarlo, però tutto ciò è un indizio evidente che i rapporti oscuri tra Venafro, Centofanti e Zingaretti sono continuati anche sopo le dimissioni di Venafro.Ma non finisce qui, nell’indagine sarebbe coinvolto anche Croppi, ex assessore alla Cultura di Roma della giunta Alemanno, in qualità di rappresentante legale della Cosmec srl di Centofanti dedita ad una serie di reati fiscali.


Da ‘Mafia Capitale’ a ‘Mafia Lazio’ lo schema è lo stesso: un malaffare trasversale, che vede Pd e centro-destra allo stesso tavolo quando si tratta di spartirsi i soldi pubblici e fare ‘stecca para per tutti’, come nella celebre scena della serie tv ‘Romanzo Criminale’. Entrambi oggi si ricandidano alla guida della Regione Lazio. Dobbiamo fermarli. Tra questi l’uomo del Pd Zingaretti, che in qualità di governatore uscente, si deve assumere la responsabilità, per lo meno politica, di questo giro di malaffare.
Zingaretti chiarisca subito pubblicamente i suoi rapporti con Centofanti!
E chiarisca, a questo punto, anche quelli con Cionci, per cui è stato indagato una seconda volta! Fonte: lazio5stelle
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