Privacy, Facebook sotto accusa in Belgio. Il giudice: “Cancelli subito i dati degli utenti”

18/02/2018 – Facebook non rispetta la legislazione belga sulla privacy e il Tribunale di Bruxelles chiede al social network di smettere di registrare i dati di navigazione degli utenti in Belgio finché non si metterà in regola. Inoltre, dovrà distruggere le informazioni incamerate “illegalmente”. Il Tribunale ha previsto una multa di 250mila euro per ogni giorno di ritardo nel rispettare la sentenza. Secondo i giudici il social network più popolare al mondo non ha informato sufficientemente gli utenti del fatto che raccoglie i loro dati, in che modo li usa e quanto tempo li trattiene. Facebook ha annunciato che farà appello. Nel mirino del Tribunale ci sono i ‘cookies’ e le ‘spie pixel’ che conservano i dati o le abitudini di navigazione degli utenti oltre ai ‘like’ e ai ‘condividi’. “Anche se non è stato visitato il sito di facebook, lo stesso social può seguire il vostro comportamento di navigazione senza che ve ne rendiate conto, Facebook non ci informa sufficientemente del fatto che raccoglie le informazioni su di noi, della natura delle informazioni raccolte”, scrivono i giudici. E il tutto avviene senza autorizzazione. Facebook si difende affermando che i ‘cookies’ permettono di esaminare il comportamento degli utenti per determinare se corrisponde a quello di un utente normale: ciò per evitare la creazione di conti fasulli e ridurre il rischio di pirataggi dei conti.
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Con 2.07 miliardi di utenti mensili, più di un quarto della popolazione globale, Facebook è innegabilmente il social network numero uno. La creatura di Mark Zuckerberg permette di restare in contatto con amici, conoscenti e colleghi di lavoro e avere costanti aggiornamenti attraverso le news che appaiono sulla nostra bacheca. Eppure, sono sempre più i magnati del web che prendono le distanze da Facebook, persino coloro che hanno fatto fortuna dai suoi servizi. L’ultimo della lista è Sean Parker, colui che ha ideato e lanciato Napster e ha fatto parte del team di investitori di Facebook. In questa intervista online su The Verge Parker punta il dito contro le tattiche impiegate per tenere gli utenti incollati alla piattaforma, affermando che “sfrutta deliberatamente la vulnerabilità psicologica degli esseri umani”, attraverso l’approvazione e il riconoscimento sociale con like, condivisioni e commenti. Per Parker, inoltre, nessuno può prevedere come il social stia danneggiando il cervello dei bambini.
Come se non bastasse, la vicenda delle fake news all’inizio dell’elezioni presidenziali statunitensi nel 2016 è ritornata sotto i riflettori mostrando la vulnerabilità anche di Facebook: i cosiddetti “fact-checkers” assunti per ostacolare la diffusione di queste notizie e limitarne l’impatto hanno infatti ammesso di recente che a causa delle loro scarse competenze e della mancanza di risorse efficaci il loro intervento ha prodotto solo risultati minimi, pari a quelli di un qualunque team di PR. In definitiva, spetta a noi, in quanto utenti, stabilire se abbiamo un ritorno che compensa il tempo e e l’attenzione che riversiamo su Facebook. La moderazione sarebbe la via ottimale, ma spesso il richiamo delle notifiche è troppo irresistibile e allora, forse, non resta che disconnetterci per un po’. FONTE CONTINUA A LEGGERE >> Dal momento che sei qui…. … abbiamo un piccolo favore da chiedere. Più persone stanno leggendo il nostre le nostre notizie selezionate dai maggiori media locali e internazionali, ma le entrate pubblicitarie attraverso i media stanno calando rapidamente. Vogliamo mantenere la nostra rassegna stampa più aperta possibile. Quindi puoi capire perché dobbiamo chiedere il tuo aiuto. Diventa sostenitore L’Onesto clicca mi piace sulla pagina facebook Puoi farlo anche con una donazione tramite Paypal cliccando sul tasto: (Donazione Minima 5€), si accettano eventuali proposte di collaborazioni:

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