Brasile, Lula sfida i giudici e non si costituisce alla polizia Gli avvocati dell’ex presidente brasiliano stanno negoziando con le autorità


07/04/2018 – Finirà in carcere l’ex presidente brasiliano Lula. Sofferta la decisione dei giudici del Tribunale Supremo Federale che ha deciso, sei voti su cinque, di respingere la libertà provvisoria. Decisivo il voto di scarto della donna presidente del tribunale da sempre contraria a Lula. Il popolo parla di cospirazione politica. E lui si gioca la carta del ricorso.

L’ex presidente brasiliano Lula non si è presentato in Tribunale entro il termine fissato per consegnarsi alle autorità e scontare una condanna a 12 anni per corruzione. Il politico brasiliano ha preferito rimanere confinato nella sede di sindacato nella sua città natale, São Bernardo do Campo, vicino a San Paolo, dove si sono radunati migliaia di sostenitori. In testa ai sondaggi per le elezioni presidenziali di ottobre, il 72enne Luiz Inacio Lula da Silva si sarebbe invece dovuto recare al quartier generale della polizia federale a Curitiba entro le 17 brasiliane (le 22 italiane, ndr.). Quando il termine è scaduto, però, era a oltre 400 chilometri di distanza trai suoi sostenitori. Lula da Silva «non intende andare al macello a testa bassa, per sua libera e spontanea volontà», ha detto oggi uno degli avvocati dell’ex presidente brasiliano, José Roberto Batochio, in dichiarazioni al quotidiano Folha de Sao Paulo.

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Secondo il canale televisivo G1, gli avvocati dell’ex presidente erano “in trattative” con le autorità per stabilire le condizioni alle quali Lula sarebbe andato in Tribunale. Giovedì sera, il giudice anticorruzione Sergio Moro, di stanza a Curitiba, ha sorpreso tutti firmando un mandato di arresto, che secondo i media brasiliani non sarebbe dovuto arrivare prima della prossima settimana. Lula, secondo alcune fonti giudiziarie, non avrebbe però “disobbedito” all’autorità giudiziaria non consegnandosi spontaneamente , perchè il mandato gli dava solamente “un’opportunità” di consegnarsi alle autorità. Decisiva nella vicenda anche la Corte Suprema che ha respinto una richiesta di “habeas corpus”, atto che avrebbe permesso all’ex capo di Stato brasiliano di rimanere libero fino alla fine dei ricorsi presentati dai suoi legali.

“Questo arresto è illegale, se vogliono fermarlo, vengano qui, sarà come ai tempi della dittatura, con una marea umana di fronte alla polizia”, è stata le reazione di Lindberg Farias, senatore di Partito dei lavoratori, fondato da Lula negli anni ’80.

Gli avvocati dell’ex presidente brasiliano, nel frattempo, hanno presentato un nuovo ricorso alla Corte Superiore di Giustizia (STJ) per evitare la sua incarcerazione, ma l’istanza è stata respinta mezz’ora prima della scadenza fissata dal giudice Moro per consegnarsi alle autorità. La difesa ha anche sollecitato l’intervento della Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani, chiedendo che venissero fatte pressioni sul governo brasiliano per impedire l’arresto.



Anche gli oppositori di Lula si sono mobilitati. A Curitiba, alcune decine di manifestanti si sono radunati nel quartier generale della Polizia Federale, dove ci si aspettava che l’ex capo di stato si presentasse, indossando i vestiti con i colori giallo e verde della bandiera del Brasile e cantando l’inno nazionale. Poco prima delle 5 di sera, molti di loro hanno cantato un conto alla rovescia, prima di urlare all’ora esatta: “Lula contumace!”. video:



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