L’encomioltraggio, di Marco Travaglio, editoriale del 25/05/2018

25/05/2018 – Avviso ai rosicanti: decidetevi. O servo encomio o codardo oltraggio, non tutti e due insieme contemporaneamente, sennò non si capisce una mazza. I direttori di giornale dovrebbero sincronizzare le lingue nelle rispettive redazioni, perché l’effetto baraonda dei commenti in prima pagina e i ritratti nelle pagine interne sul premier Conte è straniante. Se, puta caso, lo si dipinge come un “Signor Nessuno” e un impostore specializzato in curriculum taroccati, conviene tenere il punto, evitando di riportare le frasi strappalacrime degli amici d’infanzia, tipo “studiava tantissimo ed era di una riservatezza assoluta”, o di slurparlo come “un secchione che non alzava mai la testa dai libri” (Repubblica). Se lo si ritiene un bugiardo matricolato negli studi e col fisco, è meglio sorvolare sul “ragazzo che tiene alla sua famiglia” (e alla famiglia di chi se no?).

Se lo si reputa un pericolo pubblico per noi e i nostri risparmi, che l’amico magnifichi le sue virtù calcistiche di “regista alla Fabio Capello” e che sia “uno sgobbone sempre elegantissimo”(Stampa) è un filino secondario, nel contesto generale. Così come altri particolari essenziali, tipo che per andare e tornare dal Quirinale ha preso il taxi e – udite udite – sedeva “sul sedile posteriore” (si temeva fosse uso montare in braccio al tassinaro), “ha pagato e ha ripagato lui” (Messaggero), però “poteva risparmiarsi in tutti i sensi la seconda corsa e approfittare di un passaggio della scorta”, anche se resta encomiabile che “saldasse il conto, lasciasse la mancia, e chissà se ha preteso pure la ricevuta, per poi finalmente scendere dall’auto” (Giornale) anziché tuffarsi a pesce dal finestrino.

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O la vicinanza della natìa Volturara Appula al “colle di Castel Fiorentino dove morì l’imperatore Federico II, che tanto ebbe a cuore quella terra”. O la prodigiosa nascita “come si faceva una volta, in casa, grazie a un’ostetrica marchigiana” e il suo essere “molto religioso e devotissimo di San Pio” (Corriere). Se poi si pensa che sia un burattino di Di Maio e Salvini, il fatto che un collega confidi che “ama ascoltare, non è mai sguaiato, ha garbo e grande forza nelle sue convinzioni” (Corriere) e addirittura “la sua immagine sembra quella della ‘Resurrezione di Cristo’ di Mantegna” (Messaggero) è forse secondario.

Se si attende ad horas che sfasci i conti notoriamente in ordine dell’Italia, precisare che è “severo ma disponibile” (Repubblica) potrebbe incrinare l’aspettativa. E contraddire la domanda posta a un prof che lo dipinge come un millantatore di studi a Cambridge per correr dietro a una bionda. Testuale da Repubblica: “Ha coraggio a smentire il premier incaricato: non teme ritorsioni?”(perché Conte sarà pure disponibile, ma basta un niente e ti spacca il grugno). Certo, doversi convertire in quattro e quattr’otto da giornalisti governativi per definizione a oppositori per partito preso dev’essere complicato.

Dopo aver leccato i piedi a tutti i premier che Dio (o chi per lui) mandava in terra, ritrovarsi di botto a far le pulci a un curriculum (senza capirlo) o a scartabellare in luoghi sconosciuti e inospitali come il Catasto o Equitalia dev’essere seccante. Però via, bisogna decidersi. Se prima essere cattolici era titolo di merito, infatti lo vantavano tutti i premier, inclusi massoni e comunisti, ora per Conte è roba sospetta: era meglio un testimone di Geova o un avventista del Settimo Giorno.

La Costituzione non era mai fregata niente a nessuno, infatti la volevano devastare tutti. Ora le fanno dire financo ciò che non dice: e cioè che un premier indicato dalla maggioranza non dev’essere incaricato perché non garba a Ferrara, che accusa Mattarella di averla “cancellata”. Questo a pag. 1 del Foglio. A pag. 4 il rag. Cerasa trova che un privato cittadino come Di Battista, se osa criticare il Quirinale, è “eversivo”. Libero ci spiega da anni quanto perbene siano B. (4 anni di galera) e la sua banda: ora, per la penna di Renato Farina (6 mesi per favoreggiamento nel sequestro di Abu Omar, 2 anni e 8 mesi in primo grado per falso in atto pubblico), ci spiega che Conte è “la mela guasta” (infatti è incensurato).

Il Corriere scrive che Conte & C. “fanno di tutto per far apparire al mondo l’Italia come un problema… un Paese da cui prendere le distanze”: vedi “la soglia di 200 punti dello spread… limite oltre il quale la discesa potrebbe essere difficile da arrestare”. E pazienza se la terribile soglia 200, detta anche “soglia Conte”, l’avevamo toccata già un anno fa, quando governavano il conte Gentiloni & C., cioè i buoni.


Ieri le Borse dovevano crollare: Marcello Sorgi festeggiava su La Stampa perché “la vera opposizione la faranno i mercati, allarmati da quel che potrà accadere” (speculatori di tutto il mondo, unitevi!) e Repubblica vaticinava il boom del “rischio Italia”con un anonimo operatore che attribuiva il tutto allo “sconosciuto avvocato Conte” e prevedeva “escalation” da “film della Grecia”. Invece purtroppo ieri mattina Piazza Affari è partita in rialzo e poi è andata su e giù per tutt’altri fattori nazionali e internazionali. Ma pazienza, andrà peggio un’altra volta.

Ps. Il figlio di babbo Tiziano, poveraccio, con tutto quel che avrebbe da fare (soprattutto sparire, come promesso due anni fa), si occupa di me per darmi dell’incoerente: “Travaglio aveva detto due mesi fa che se Di Maio avesse fatto l’accordo con la Lega l’avrebbero linciato in piazza”. Certo che l’ho detto. Poi Di Maio ha provato a fare un governo col Pd ed è stato respinto da lui, che ha posto l’Italia dinanzi a due alternative: o il governo M5S-Lega o nuove elezioni (con la sua legge da schifo) che riprodurrebbero l’esito del 4 marzo o uno peggiore (la vittoria del centrodestra). Gli sia lieve la terra.
(pressreader.com) – Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano 25-5-2018
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