L’Italia saluta il bollo auto: arriva il bollo europeo. Ecco chi pagherà di più o di meno

11/06/2018 – Al vaglio del Consiglio Europeo la proposta di uniformare il bollo in tutti i Paesi membri.

Potrebbe arrivare a breve una novità importante per tutti gli automobilisti. La Commissione Trasporti del Parlamento Europeo sta pensando di uniformare tutti i guidatori appartenenti agli stati membri con l’introduzione di un unico bollo auto.

Gli studi conclusi dalla Commissione hanno portato alla proposta di diversificare il pagamento sia in base ai chilometri percorsi con il mezzo privato, sia all’inquinamento provocato. Questa proposta preliminare a breve sarà analizzata dai componenti del Consiglio Europeo, con l’obiettivo di abolire il bollo e le imposte simili pagate negli altri stati membri entro la fine del 2020 o gli inizi del 2021 e di passare ad un modello uniformato che sia in grado di premiare i più attenti ai consumi e alle emissioni.

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Altro parere importante sarà quello di tutti gli Stati membri, che saranno chiamati a discutere singolarmente delle misure. Questo nuovo sistema di bollo europeo necessiterebbe infatti di una nuova scatola nera più sofisticata, in grado sia di registrare i chilometri percorsi senza possibilità di manomissioni da parte degli automobilisti, sia di registrare e inoltrare agli organi competenti il tasso di inquinamento prodotto da ogni singola auto.

Quella che si preannuncia come una vera e propria svolta internazionale potrebbe definitivamente far tramontare il modello attuale di bollo, che attualmente si calcola in base alla potenza del veicolo e alla classe ambientale di appartenenza. E se alcune nazioni stanno progressivamente limitando la circolazione di veicoli da Euro 0 ad Euro 3, come accadrà a breve anche a Milano, questo nuovo sistema tenderà ad una maggiore responsabilizzazione del guidatore, che potrà pagare di meno a fronte di un tasso di inquinamento più contenuto.

Accanto al nuovo bollo europeo, la Commissione ha valutato anche l’introduzione di una tassazione dedicata agli autoveicoli pesanti utilizzati per il trasporto merci su strade e autostrade e la sincronizzazione dei pedaggi in tutti gli Stati dell’Unione Europea. Tali novità non influirebbero, però, sui benefici fiscali già riconosciuti in base alla legge 104/92. Infatti, chi ha diritto all’esenzione del bollo in Italia in seguito a gravi invalidità o alla presenza nel nucleo familiare di portatori di handicap non perderà tale privilegio in seguito all’introduzione delle nuove misure. Ulteriori esenzioni saranno infine destinate a coloro che acquistano vetture o moto con un ridotto tasso di emissioni.

Bollo auto: verso l’abolizione di quello regionale



La proposta di unificare il bollo auto europeo arriva dalla Commissione Trasporti del Parlamento europeo. La novità potrebbe, se tutto prosegue nell’ordine, entrare a regime nel 2026. Ecco gli iter normativi previsti: la proposta della Commissione Trasporti di Strasburgo dovrebbe passare al vaglio del Consiglio europeo e ottenere l’ok dei 27 Stati membri. Eventualmente in caso di approvazione la prima fase di sperimentazione riguarderebbe i veicoli pesanti: dal 2023 il bollo europeo potrebbe quindi essere applicato ai furgoni che superano le 2,4 tonnellate di peso.

Bollo auto europeo, importo e calcolo: chi pagherà di più e chi di meno rispetto a oggi

Le novità sul bollo auto potrebbero interessare in primis chi usa la macchina tutti i giorni per lavoro: la tassa infatti non sarebbe più calcolata in base alla potenza in Kw del motore bensì ai km percorsi. In altre parole chi più usa la macchina, più paga di bollo auto, indipendentemente dalla potenza del motore o dal potere inquinante della vettura.
A livello di costi bisogna anche tenere conto che l’esigenza di tenere sotto controllo i km percorsi impone l’installazione di una scatola nera nella macchina per registrare appunto il chilometraggio. Ci si chiede quindi se le nuove macchine avranno già questo dispositivo installato e se saranno previsti incentivi per le auto vecchie.

La ratio alla base del nuovo calcolo del bollo vuole che chi usa meno la macchina inquini meno e di conseguenza pagherà di meno: oltre a risparmiare sul bollo auto in questo caso si spende meno per la benzina. A tutto vantaggio dell’ambiente. Ma facciamo un esempio pratico che forse ci aiuta a capire meglio alcune situazioni di paradosso che scaturirebbero: se un manager ha in garage un suv o una sportiva di lusso (oggi soggetta al pagamento del cd super bollo) ma nei giorni lavorativi usa l’auto aziendale, avrà sicuramente un grande risparmio sul bollo auto. Situazione opposta quella dell’operaio che utilizza tutti i giorni la sua vettura utilitaria per andare a lavorare. Paradossalmente il bollo auto aumenterà per questo automobilista non certo ricco.

Questo potrebbe essere un incentivo all’utilizzo dei mezzi pubblici si potrebbe ribattere! Ma attenzione perché una simile scuola di pensiero potrebbe essere ancor più discriminante per chi vive in zone periferiche non collegate adeguatamente con il servizio di trasporto pubblico. A dover in questo caso potenziare la rete di trasporto locale dovrebbero essere le Regioni che però sono le stesse a risentire economicamente dell’abolizione del bollo auto ora di loro competenza. E se anche fosse la Regione a continuare ad incassare i soldi del bollo auto in ogni caso avrebbe evidentemente poco interesse a potenziare il trasporto pubblico. –  FONTE
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