Brindisi, l’ex sindaco Consales condannato per corruzione a 4 anni e 4 mesi e interdizione perpetua dai pubblici uffici

20/06/2018 – L’ex sindaco Pd di Brindisi, Cosimo Consales, arrestato per tangenti nel febbraio 2016, è stato condannato per corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio alla pena di 4 anni e 4 mesi di reclusione a conclusione di un processo celebrato con rito abbreviato. L’imprenditore Luca Screti, che in più tranche – secondo l’accusa – gli avrebbe versato mazzette per 30mila euro per consentirgli di pagare un debito in contanti con Equitalia in cambio di facilitazioni nella gestione di un impianto di rifiuti, è stato condannato a 3 anni e 6 mesi.

Per Consales, il gup Tea Verderosa, che ha emesso la sentenza, ha anche disposto l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici. L’accusa, rappresentata dal pm Giuseppe De Nozza, aveva chiesto 5 anni per l’ex primo cittadino. Consales e Screti furono arrestati nel 2016: il primo, che era in carica, fu posto ai domiciliari, l’altro in carcere. Eletto alle amministrative del 2012, Consales si era autosospeso dal Pd solo un anno dopo in seguito a un’inchiesta per concussione, truffa e abuso d’ufficio da cui era scaturito un procedimento per il quale è stato condannato in primo grado per il solo abuso d’ufficio.

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Il 6 febbraio di due anni fa, gli agenti della Digos bussarono alla sua porta chiudendo l’esperienza amministrativa. Il sindaco si è sempre difeso parlando di un “contributo elettorale” e di una “stupidaggine fatta”. Invece Screti, nel corso dei suoi colloqui con i pm, ha ammesso di aver pagato “perché senza quell’appalto la sua ditta sarebbe andata incontro al fallimento”.

Nel frattempo, come raccontato daIlfattoquotidiano.it, Consales è tornato a svolgere la sua professione di giornalista, svolta nei 35 anni precedenti la sua elezione, su svariate tv e testate, Telenorba e Ansa le ultime. L’ex sindaco lavora per un sito, BrindisiTime.it, proprietà della sua compagna e di una delle sei persone che – per i pm – fece assumere dalla società Nubile.


La società Nubile di Screti, affidataria del servizio di gestione dei rifiuti finito sotto inchiesta, è stata ritenuta responsabile di un illecito amministrativo: dovrà pagare una sanzione di 270mila euro. Riconosciuto dal giudice di Brindisi il diritto delle parti civili ad essere risarcite: l’ammontare sarà stabilito in sede civile. Erano costituiti i Comuni di Brindisi, San Pietro Vernotico, San Donaci, Cellino San Marco, Mesagne, Cisternino e San Vito dei Normanni, la Regione Puglia, l’Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti e Legambiente. La difesa dell’ex primo cittadino annuncia appello una volta depositate le motivazioni, previste tra 90 giorni. FONTE
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