Giustizia ingiusta: Dell’Utri lascia il carcere di Rebibbia

07/07/2018 – Marcello Dell’Utri lascerà il carcere di Rebibbia questa mattina, dopo che il tribunale di sorveglianza di Roma ha disposto ieri nei suoi confronti il differimento pena per gravi motivi di salute. All’ex senatore di Forza Italia, che sta scontando una condanna definitiva a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, i giudici di sorveglianza hanno concesso la detenzione domiciliare presso l’abitazione del figlio a Roma, fino al 28 settembre, data in cui è stata fissata l’udienza per discutere la perizia sullo stato di salute del condannato. Nel frattempo, si apprende da fonti legali, Dell’Utri sarà libero di uscire di casa, informando le forze dell’ordine, per sottoporsi ad accertamenti e cure sanitarie.

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Il Tribunale di Sorveglianza di Roma, accogliendo la richiesta dei legali, ha disposto il differimento della pena per l’ex senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri, detenuto per scontare una condanna definitiva a sette anni per concorso in associazione mafiosa. Il provvedimento sarebbe stato adottato per i problemi di salute di cui soffre Dell’Utri. Il politico, quindi, lascerà il carcere per andare ai domiciliari. Farà ritorno in cella se le sue condizioni dovessero migliorare. L’ex esponente di Forza Italia è attualmente detenuto nel carcere romano di Rebibbia dove sta scontando una pena a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.


Il politico ha un tumore alla prostata
Il 7 dicembre scorso il tribunale aveva respinto l’uscita dal carcere nonostante gli stessi consulenti della procura si fossero espressi per la incompatibilità tra le condizioni di salute di Dell’Utri e il suo stato di detenuto. All’ex parlamentare, cardiopatico e diabetico, è stato diagnosticato nel luglio scorso un tumore alla prostata. Nel corso di una udienza straordinaria, svolta il 2 febbraio scorso, i difensori dell’ex parlamentare, gli avvocati Alessandro De Federicis e Simona Filippi, hanno spiegato che anche “il garante dei detenuti sostiene che sia il carcere che le strutture protette sono inadeguate per le cure di cui ha bisogno Dell’Utri”.

La decisione precedente: “Potrebbe scappare”
Accusato di rapporti con i clan fino al 1992, Dell’Utri è stato condannato in via definitiva nel 2014. Dopo il verdetto è fuggito in Libano. Una latitanza-lampo finita con l’arresto a Beirut. A febbraio il tribunale di sorveglianza aveva detto no alla scarcerazione motivando la decisione con la possibilità di fuga del politico.

Condannato per la Trattativa
Dopo quella pronuncia, Dell’Utri era stato nuovamente condannato per la trattativa Stato-Mafia: al politico sono stati inflitti 12 anni. Qualche giorno fa, l’ex sottosegretario alla Salute Davide Faraone è stato in carcere dall’ex senatore: “Le sue condizioni di salute – aveva commentato – dovrebbero essere valutate con senso di umanità”. [Repubblica.it]
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