Roma, lei disabile a vita ma il suo aggressore libero: la storia di Luana vittima anche di malagiustizia

Aggredita sul posto di lavoro, disabile e, ora, anche vittima di malagiustizia. E’ la storia di Luana Zaratti, un controllore degli autobus di Roma ferito nel 2011 da un passeggero egiziano. L’uomo, condannato per direttissima a 14 mesi di reclusione, non ha mai scontato un giorno di carcere. L’aggressore è riuscito a fuggire mentre la sua vittima, dopo un lungo calvario, ha riportato danni permanenti. L’aggressione – Nell’estate di sette anni fa la giovane – allora 26enne – era in servizio su un mezzo Atac, la municipalizzata dei trasporti pubblici di Roma. Luana stava per multare un passeggero senza biglietto quando l’uomo, un egiziano immigrato irregolarmente, la colpì violentemente con una testata in pieno viso. Le lesioni si rivelarono subito gravi: trauma cranico e frattura del setto nasale. Dopo anni costretta a letto, ridotta quasi a un vegetale, le condizioni della ragazza stanno migliorando. Cammina con difficoltà, ma può uscire di casa e riprendere gradualmente la sua vita.

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Per l’Inail non è infortunio – Ma le sue sofferenze non sono finite. “Non mi hanno riconosciuto l’infortunio professionale”, ha detto ai microfoni del programma “Dalla vostra parte”. Nonostante sia inabile al lavoro, per l’Inail non c’è un nesso dimostrabile tra il danno cerebrale e il colpo alla testa. Luana tira avanti con una piccola pensione di invalidità: meno di mille euro al mese per pagare terapie, riabilitazione e assistenza domiciliare.

Il colpevole in fuga – L’uomo che l’ha ferita, invece, è riuscito a farla franca. Nonostante sia stato condannato a 14 mesi di carcere e avesse precedenti per episodi simili, il colpevole non è in carcere ed è riuscito a far perdere le sue tracce. “E’ tornato in Egitto”, ha detto Luana ai giornalisti. Una vicenda processuale assurda, che ha lasciato sgomenti colleghi e familiari della vittima. Dopo sei anni dall’aggressione, la giustizia è di nuovo al punto di partenza. Restano una vita rovinata, una carriera stroncata e un uomo violento in libertà. – FONTE
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