Salvini a cena da Berlusconi: ok a Foa ma freno ai 5 Stelle su giustizia e pubblicità

18/09/2018 – L’antipasto è avvenuto di pomeriggio, quando Matteo Salvini è stato ospite in un clima entusiasta nel salotto di Barbara D’Urso. Il piatto forte però è arrivato a cena ad Arcore, dove il leader della Lega ha rinsaldato il suo asse con lo storico alleato Silvio Berlusconi.

Via libera allora da parte di Forza Italia alla elezione di Marcello Foa alla presidenza della RAI. In cambio gli azzurri però hanno avuto rassicurazioni in merito all’unità della coalizione alle regionali in Abruzzo e, soprattutto, un freno alle mire del Movimento 5 Stelle in materia di raccolta pubblicitaria televisiva e giustizia.

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Il nuovo patto tra Salvini e Berlusconi
Anche se diviso in Parlamento, il Centrodestra potrebbe tornare a essere unito almeno per quanto riguarda l’unità di intenti. La cena tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, nonostante il pareggio del Milan a Cagliari, sembrerebbe essere stata un successo.

Nel mezzo dell’incontro anche una telefonata a Giorgia Meloni, con Fratelli d’Italia che sarà presente a un nuovo incontro in settimana dove dovrebbe essere sigillata questa ritrovata intesa politica. Molti sono stati i punti sporzionati sul tavolo di Arcore.

Per prima cosa Forza Italia avrebbe garantito, mercoledì in Vigilanza, il suo appoggio alla candidatura di Marcello Foa (fortemente voluto dal carroccio) come nuovo presidente della RAI. Dopo la bocciatura estiva, questa volta il giornalista avrebbe così i numeri per essere eletto.

In cambio la Lega dovrebbe rinunciare all’ipotesi di correre per conto proprio alle regionali in Abruzzo e in Basilicata, con il Centrodestra unito che andrà a contendere le due regioni al Movimento 5 Stelle.
Ma l’accordo tra Salvini e Berlusconi potrebbe andare oltre, riguardando anche l’azione del “governo del cambiamento”. Il ddl Anticorruzione e l’ipotesi di una riforma del mercato pubblicitario televisivo non piacciono molto a Forza Italia.

Ecco dunque che la Lega potrebbe cercare di trattare con gli alleati di governo sui due temi, anche se in questo caso la disponibilità da parte del Movimento 5 Stelle a eventuali retromarce sarebbe molto improbabile.



Bigamia politica
Se da un lato Matteo Salvini continua a ribadire la propria lealtà ai 5 Stelle, dall’altro il ministro dell’Interno non vuole che i suoi rapporti con Silvio Berlusconi si vadano a deteriorare sancendo così la fine del Centrodestra.

Due posizioni queste che al momento però non appaiono conciliabili. I pentastellati infatti, dati in calo negli ultimi sondaggi, hanno intenzione di accelerare su alcuni dei temi più cari al proprio elettorato: Reddito di Cittadinanza, lotta alla corruzione e ai vari privilegi.

Il Movimento così sta cercando di spingere per inserire l’avvio del Reddito di Cittadinanza nella prossima legge di Bilancio, tanto da pressare non poco il ministro dell’Economia Giovanni Tria a riguardo.

Sul tema della giustizia il guardasigilli Alfonso Bonafede ha presentato invece il suo decreto di legge Anticorruzione (Daspo ai corrotti e agenti sotto copertura), che però ha suscitato subito qualche perplessità da parte del carroccio.

Ma è soprattutto sulle televisioni, o meglio sul possibile tetto alla raccolta pubblicitaria, che potrebbe avvenire uno strappo. Il sottosegretario con delega all’Editoria Vito Crimi di recente è stato molto chiaro a riguardo: se così fosse, Mediaset potrebbe rimetterci oltre 700 milioni.

Non ci sarebbe da meravigliarsi quindi se durante la cena domenicale Berlusconi avesse chiesto a Salvini di frenare queste mire dei 5 Stelle. Bisogna capire però quale sarà l’atteggiamento adesso della Lega.

Matteo Salvini in questi anni ha usato molto i social per costruire il suo successo. La passerella trionfante da Barbara D’Urso però può essere servita a ricordare al ministro come, alla fine, avere tre reti televisive nazionali amiche può essere molto più utile di tanti post e dirette social.

Se mercoledì Forza Italia dovesse votare in favore di Foa ci sarebbe allora il primo indizio di questo accordo. La vera prova del nove però ci sarà quando il governo dovrà affrontare i temi cari a Berlusconi: a quel punto non ci si potrà più nascondere o temporeggiare, con Salvini che dovrà scegliere in quale letto nuziale stabilirsi. FONTE
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