Il premier Conte a Brancaccio, scintille con Orlando: “Parole vuote”, “Scorretto”

19/09/2018 – Il premier c’è, il sindaco no. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha scelto la scuola don Puglisi di Brancaccio per inaugurare l’anno scolastico, ma ad accoglierlo non c’è il primo cittadino. Assente “per un impegno improvviso” anche il governatore Nello Musumeci, che ha delegato l’assessore regionale all’Istruzione Roberto Lagalla. Per il Comune c’è l’assessore alla Scuola Giovanna Marano, ma senza fascia tricolore. L’Amministrazione, cioè, non sarà presente in modo formale. Nessun impegno istituzionale inderogabile, come si direbbe in questi casi, ma una decisione presa in risposta alle politiche adottate da Roma. In particolare Orlando critica la decisione di tagliare i fondi per scuole e legalità facendo sfumare diversi progetti. “Non credo che questo sia un comportamento corretto tra le istituzioni. Ho assicurato il modo per recuperare quei finanziamenti per consentire, ai progetti già deliberati, di essere realizzati”, il gelido commento di Conte.”

Da Conte oggi – tuona Orlando – arrivano parole vuote di significato”. Il riferimento è soprattutto ai tagli previsti per Brancaccio, in particolare al centro postale Cavallacci di via Cirincione (nella foto) “per la cui trasformazione in complesso scolastico e sportivo stanotte sono stati tagliati 17 milioni”. “

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A sfumare però sono anche i lavori previsti per le stazioni dei carabinieri di Acqua dei Corsari (400 mila euro) e Brancaccio (390 mila euro) e per il commissariato di polizia Brancaccio (200 mila euro). I due progetti presentati per la città e l’area metropolitana di Palermo, prevedono in totale 98 interventi, con un investimento complessivo di circa 158 milioni di euro, di cui 58 a carico del Bando Periferie, e altri 100 fra cofinanziamento di altri enti pubblici e dei privati. “

“Spero che oggi – dice Orlando – il presidente Conte colga l’occasione per trovare la giusta ispirazione e comprendere il grave, gravissimo errore commesso nel cancellare i fondi del bando periferie. Oggi a Brancaccio si parlerà certamente di scuola e vicinanza a studenti e docenti; parole che suonano vuote dopo che il Governo ha appena cancellato, fra gli altri, il finanziamento per realizzare proprio lì, in via Cirincione, un complesso scolastico polivalente con strutture sportive. Oggi a Brancaccio si parlerà certamente di legalità e vicinanza alle forze dell’ordine; parole che suonano vuote dopo che il Governo ha appena cancellato, fra gli altri, i fondi per la manutenzione di due stazioni dei carabinieri e del commissariato di polizia che operano proprio in quel territorio. Oggi a Brancaccio si spenderanno molte parole, che temo però non spiegheranno un provvedimento che non ha spiegazione se non quella di capovolgere il senso delle cose, del togliere a chi non ha per dare a chi ha”.



E Conte, pungolato dai cronisti, replica secco: “Ah, il sindaco Orlando non c’è? Io sono il presidente del Consiglio e rappresento il governo che è di tutti. Di tutti i sindaci, di tutti i colori. Se il sindaco di Palermo non accoglie il suo presidente del Consiglio, faccia pure. Non credo che questo sia un comportamento corretto tra le istituzioni”.

Poi la precisazione: “Abbiamo lavorato tanto e trovato una soluzione rispetto a un provvedimento che era incostituzionale, stiamo recuperando un profilo di costituzionalità e abbiamo trovato un percorso. In più ho assicurato il modo per recuperare questi finanziamenti. Se il sindaco Orlando ha nella sua testa progetti che non ha realizzato non è colpa mia. Solo per la precisione, però, è corretto anche essere trasparenti con i propri cittadini, con la propria comunità locale di Palermo. L’altra sera, lavorando sino a tardi, al termine della giornata, ho prontamente incontrato una delegazione dell’Anci molto rappresentativa. C’erano una ventina di sindaci – ha concluso Conte -ma non ricordo il volto del sindaco Orlando. Abbiamo lavorato fino a tardi per trovare una soluzione che è molto proficua per chi vuole fare opere concrete, non per chi vuole fare chiacchiere, e le dichiatrazioni del presidente delll’Anci De Caro lo dimostrano”. – FONTE
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