Il senatore Nicola Morra (M5S) sarà eletto Presidente della Commissione Antimafia

28/09/2018 – Nicola Morra del Movimento 5 Stelle, rieletto al Senato della Repubblica con 112.554 voti e una percentuale di preferenze, pari al 48,9%, lo scorso 4 marzo nel collegio di Cosenza, sarà eletto Presidente della Commissione Antimafia, ufficialmente definita Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere. E’ composta da 25 deputati e da 25 senatori, con sede a palazzo San Macuto a Roma ed è una commissione d’inchiesta bicamerale del Parlamento italiano.

Tre erano i contendenti alla carica di Presidente ed il senatore pentastellato l’ha spuntata con 9 voti su 17 con scrutinio segreto lasciandosi alle spalle Mario Michele Giarrusso e Marco Pellegrini, entrambi rappresentanti del Movimento Cinquestelle. L’accordo raggiunto all’interno della maggioranza prevede, infatti, che il candidato sostenuto dalla coalizione giallo-verde sia un esponente grillino e che arrivi dal Senato (questo perché nella passata legislatura era toccata a un deputato, Rosy Bindi). Non si tratta ancora dell’investitura ufficiale al timone della commissione bicamerale, ma dopo il voto di ieri Nicola Morra è certamente il favorito a guidare l’organismo che si occupa di indagare sull’evoluzione del fenomeno mafioso.

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L’elezione di Morra alla guida della Commissione bicamerale Antimafia era in qualche modo attesa. Morra, infatti e stato scelto dai 5 stelle con una votazione interna al gruppo, che lo ha preferito all’altro candidato, il senatore siciliano Luigi Giarrusso con 9 voti su 17. La sua elezione dovrebbe avvenire nella prima seduta di insediamento della Commissione, che sarà convocata a breve dalla presidente del Senato Alberti Casellati.

Ma la sua elezione non era affatto scontata, e arriva al termine di un tortuoso percorso. Morra, infatti, che è un grillino della prima ora ed è iscritto al Movimento dal 2010, è considerato molto vicino a Beppe Grillo, e nel 2013 è stato scelto come capogruppo dei 5 stelle al Senato. Alle elezioni del 2018, poi, è risultato uno dei senatori più votati in assoluto in tutta Italia.

Ma è anche considerato uno dei “dissidenti” tra i parlamentari pentastellati che contestano in particolare la scarsa democrazia del gruppo dirigente raggruppatosi intorno a Luigi Di Maio.

Forse è per questo, secondo alcuni, che Morra, per tanti versi naturale candidato ad un posto da ministro o sottosegretario alla Pubblica istruzione, è stato poi tenuto fuori dal governo formato con la Lega nel giugno scorso.

Il suo nome ha ripreso a circolare poi nel mese di luglio, allorché il Parlamento ha votato la legge per ricostituire anche in questa Legislatura la Commissione bicamerale Antimafia, e si è capito che la Commissione di Vigilanza Rai sarebbe andata alla Lega e l’Antimafia ai 5 stelle, che avrebbero dovuto indicare un senatore per alternanza alla commissione precedente, guidata dalla deputata Rosy Bindi.



Antimafia, nuovi compiti e nuovi poteri
La Commissione bicamerale Antimafia, istituita in questa Legislatura con la legge 7 agosto 2018, numero 99, e ufficialmente denominata Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, opera con i poteri dell’autorità giudiziaria come previsto dall’articolo 82 della Costituzione.

La nuova Commissione avrà però rispetto a quella che l’ha preceduta, poteri e competenze più ampie rispetto alla Commissione Bindi.

Tra le materie di sua competenza, infatti, sono stati aggiunti alcuni temi caldi, in parte anche su impulso della stessa commissione precedente, come l’esame della normativa sui collaboratori di giustizia e sulla tutela delle vittime di usura, la verifica della normativa in materia di sistemi informativi e banche dati in uso agli uffici giudiziari ed alle forze di polizia ed esame della possibilità di impiegare istituti e strumenti previsti dalla normativa anti-terrorismo anche ai fini di contrasto delle mafie; e non ultimo, il rapporto tra mafie ed informazione, con particolare riferimento alle diverse forme in cui si manifesta la violenza o l’intimidazione nei confronti dei giornalisti. – FONTE
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