Mafia, racket e traffico di droga scacco a 3 clan lucani: 25 arresti

04/10/2018 – L’inchiesta su estorsioni e droga che ha portato stamani all’arresto di 25 persone (12 in carcere e 13 ai domiciliari) ha portato alla scoperta, sulla costa jonica della Basilicata di «una realtà criminale di eccezionale pericolosità». Lo si è appreso a Potenza dalla Direzione distrettuale antimafia presso la Procura della Repubblica, che ha coordinato le indagini di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza. I clan – almeno tre – sgominati con gli arresti, erano – uno in particolare – «in costante collegamento con i sodalizi criminali operanti nelle regioni limitrofe».

Ad ogni modo avevano «sviluppato una propria autonoma capacità di intimidazione e di ‘governò criminale del territorio, inducendo assoggettamento ed omertà». La Dda di Potenza ha definito «assi preoccupante», infatti, «la circostanza che la collaborazione delle vittime di estorsioni, incendi, violenze, sia stata molto scarsa».

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L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip di Potenza nei confronti di 25 presunti appartenenti a tre diverse organizzazioni criminali, una delle quali di stampo mafioso guidata dal presunto boss Gerardo Schettino dedicate alle estorsioni e le altre due, denominate rispettivamente Gruppo Russo e Gruppo Donadio , dedite alle estorsioni e al traffico di droga, soprattutto cocaina e hashish. In corso anche perquisizioni in diverse città italiane.

Nell’operazione, coordinata dalla Dda di Potenza, sono stati impegnati 170 carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Matera, un centinaio di poliziotti della Questura di Cosenza e 60 militari del Comando provinciale della Guardia di finanza. Il blitz è iniziato intorno alle 3.30 di questa mattina. 22 anche le perquisizioni finalizzate alla ricerca di armi e droga e sequestri di beni, terreni e attività imprenditoriali nelle province di Matera, Potenza, Bari, Lecce, Foggia, Milano e Salerno.

Mafia, racket e traffico di droga, scacco a 3 clan lucani: 25 arresti VD
La Basilicata «non è più un’isola felice: la mafia c’è anche qui. Oggi, per lo Stato, è una buona giornata perché sono state date risposte con un colpo importante inferto alla criminalità”: così il Procuratore distrettuale di Potenza, Francesco Curcio, ha commentato, in conferenza stampa, gli esiti dell’inchiesta. Durante l’incontro con i giornalisti – a cui hanno partecipato anche il pm della Procura nazionale antimafia Gianfranco Donadio e i pm della Dda potentina Laura Triassi e Anna Gloria Piccininni e i rappresentanti di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza – Curcio ha anche evidenziato che sono state scoperte formule di affiliazione ed è stato accertato l’uso di «pizzini» dal carcere per mandare messaggi ai componenti dei clan operanti sulla fascia jonica lucana, in particolare per quello capeggiato dall’ex carabiniere Gerardo Schettino. Tra gli arrestati c’è anche il figlio, Giuseppe Schettino, di 30 anni. – FONTE
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