Alessandro Di Battista, telefonata inaspettata in diretta a DiMartedì per rispondere a Massimo Giannini.

10/10/2018 – Nella trasmissione di Floris “Di Martedi” su La7 ha fatto irruzione con una telefonata inaspettata Alessandro Di Battista direttamente in collegamento dal Messico. Di Battista infuriato vorrebbe ribattere e puntualizzare su quando poco prima ha affermato il giornalista di Repubblica Massimo Giannini sulla Banca d’ Italia. “Mi è stato riferito che Giannini avrebbe detto che è assurdo riformare la governance di Banca d’Italia ‘come ha detto Di Battista’.”

Continua :”Se Repubblica mi avesse seguito nel periodo in cui ho fatto il parlamentare non solo per cercare il pelo nell’uovo o un congiuntivo sbagliato, Giannini saprebbe che martello da cinque anni su questo tema, perché reputo che Banca d’Italia sia in conflitto d’interessi con le banche private che dovrebbe controllare e che in realtà la controllano. Rivendico queste battaglie, ancor di più oggi che Bankitalia si permette di mettere bocca sul Def“. E ha aggiunto: “Io sono un libero cittadino che vuole che Bankitalia sia al servizio dei risparmiatori, senz’altro dei conti pubblici, ma non delle banche d’affari. Per me la separazione tra banche d’affari e banche commerciali è un fatto di giustizia. Oggi chi comanda non sono i cittadini che esprimono il loro parere con un voto, ma chi detiene il capitale finanziario. E a me questo non sta bene”.

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IL POST DI ALESSANDRO DI BATTISTA SU FACEBOK, SEGUE IL VIDEO IN DIRETTA DA FLORSI A DI MARTEDI:

“Ero preoccupatissimo, non ci dormivo la notte, mi chiedevo: «Possibile che Bankitalia non sia ancora intervenuta pubblicamente per criticare il DEF, quindi il reddito di cittadinanza, quindi la modifica della Fornero, quindi il Governo?». D’altronde erano già intervenuti tutti: Moscovici, Junker, Mario Monti, Cottarelli da Fazio, poi Cottarelli da Fazio, e poi Cottarelli da Fazio, e ancora Cottarelli da Fazio, e poi la Fornero, quel che resta del PD, quel che resta di Forza Italia, quel che resta di Renzi, quel che resta dei resti di Berlusconi, svariati burocrati senza volto, quegli strozzini legalizzati del Fondo Monetario Internazionale…mancavano solo il Trio Drombo, Skeletorn, gli Exogini e, per l’appunto, Bankitalia. Ora si che sto tranquillo.

La verità è che oggi, Bankitalia, è di fatto controllata dalle banche private che dovrebbe controllare e le banche private sono incazzate nere, non perché ci sarà deficit al 2,4%, ma perché, per la prima volta, si distribuiscono risorse alla povera gente e non a loro. Questo è un precedente pericoloso per tutto il capitalismo finanziario (nemico dell’economia reale!).

Dove stavano questi signori quando il debito pubblico italiano aumentava di 60 miliardi di euro sotto il governo Letta, di 122 sotto Renzi e di 53 nei 170 giorni a Palazzo Chigi di Gentiloni? Tutti zitti, d’altronde le banche d’affari erano soddisfatte, dettavano i decreti al governo, facevano pressione affinché la Boldrini zittisse i deputati del Movimento 5 Stelle che stavano combattendo come leoni contro il decreto Bankitalia – un ignobile regalo di denari pubblici alle banche private – contavano i soldi che Gentiloni riuscì a trovare per loro in un consiglio dei ministri durato 28 minuti!

Io, perdonate il turpiloquio, mi sono fatto il culo per 5 anni girando tutte le piazze italiane mettendo in guardia i cittadini italiani dal capitalismo finanziario, dai conflitti di interesse tra Dipartimento del Tesoro e banche d’affari e spiegando quanto sia urgente, proprio per difendere i loro risparmi, una modifica della governance di Bankitalia e la separazione tra le banche d’affari e le banche commerciali.

Mi auguro che il governo, passata la legge finanziaria, metta mano a tutto questo perché democrazia significa potere ai cittadini, non agli avvoltoi del secolo!

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