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EFFETTI DEL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO. ROBERTO SAVIANO NON AVRÀ PIÙ LA SCORTA, SOLO UNA VIGILANZA SALTUARIA
ottobre 18, 2018 Ambiente e salute

18/10/2018 – L’autore di ‘Gomorra’ non avrà più la scorta. Sembra una decisione ormai presa. Del resto il ministro dell’Interno Matteo Salvini nelle frequenti liti con lo scrittore, non nascose la sua intenzione di una revisione generale dei criteri di definizione delle ‘persone esposte a particolari situazioni di rischio’.

Alla luce delle norme contenute in due decreti legge a supporto della manovra finanziaria approvati nell’ultimo Consiglio dei ministri e i cui testi devono però ancora essere resi noti, si apprende una profonda modifica dei criteri di assegnazione della protezione. Sarà costituita, infatti, una task force per la revisione della spesa erogata per le auto e gli equipaggi di scorta.

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La voce è insistente e circola ai piani alti del palazzone del Viminale. Le relazioni riservate degli apparati investigativi concordano : è cessato l’imminente pericolo di ritorsioni, attentati e vendette da parte dei boss della camorra nei confronti dello scrittore partenopeo.

In particolare con la disarticolazione della cosca dei Casalesi e l’arresto di tutti i boss, luogotenenti e killer, Saviano, non correrebbe più rischi per la sua incolumità. Tra l’altro già una prima relazione redatta dalla Squadra Mobile di Napoli diretta all’epoca dal vicequestore Vittorio Pisani, non rilevavano alcun rischio sicurezza per Saviano.

Partendo proprio da quel rapporto e in considerazione dei nuovi criteri dettati dal ministero dell’Interno c’è da aspettarsi che la scorta attualmente di primo livello cioè il massimo dedicata allo scrittore, potrebbe essere declassata in vigilanza saltuaria.

Roberto Saviano è sotto protezione da oltre 12 anni, una vita blindata dove lo scrittore quando è ospite in qualche città – come accade a Napoli e Caserta – alloggia per ragioni di sicurezza presso Caserme dei carabinieri. La decisione di assegnazione di una scorta – e la sua revoca – in pratica nasce dal territorio. Ogni prefettura determina il rischio di una persona, in base alle segnalazioni che arrivano dalle Forze dell’Ordine.

La valutazione viene effettuata in sede collegiale e l’Ufficio centrale raccoglie le informazioni e le legittima. Esistono quattro livelli di allerta: il primo (il massimo) prevede l’assegnazione di tre auto blindate con tre agenti per ogni auto; il secondo prevede due auto blindate con tre agenti ciascuna, il terzo livello di allerta prevede un’auto blindata con due agenti a disposizione. Infine il quarto livello assegna un’auto non blindata e uno o due agenti di scorta.

Il Viminale ridisegna il meccanismo e rimodula auto blindate e forze dell’ordine dedicate alla ‘persona esposta’ dettando nuovi criteri di assegnazione dei punteggi di rischio. Il livello di sicurezza sarà valutato con altri indici correlati all’evoluzione del quadro criminale e alle relazioni di servizio. Quiesto il canovaccio di un insieme di norme quadro contenute nei tre diversi provvedimenti approvati dal Consiglio dei ministri. – FONTE
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