«Il diesel inquina meno dell’elettrico». Una sorprendente analisi del CNR spiega perché

12/11/2018 – L’Istituto Motori CNR: considerando l’intero ciclo di vita, le emissioni dei veicoli elettrici sono simili ai diesel. Cruciale l’origine dell’energia usata. «Il diesel? Tenuto conto di tutto, per il clima ad oggi è meglio di un motore elettrico». La sorprendente conclusione è stata illustrata dall’Istituto Motori del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Nel corso di una conferenza organizzata a Verona dall’Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri, un’analisi sul tema è stata presentata dal ricercatore Carlo Beatrice.
È bene chiarire che, ovviamente, il ragionamento effettuato non riguarda l’inquinamento prodotto in loco. Una vettura elettrica, come noto, non emette infatti alcun agente nocivo quando è in funzione. Al contrario delle auto a motore termico, che sono corresponsabili invece di numerosi decessi prematuri dovuti all’inquinamento. L’analisi si concentra invece sui danni più ad ampio spettro causati al clima. Attraverso le emissioni di gas ad effetto serra.

Una massiccia elettrificazione sposterebbe le emissioni dalle auto alle centrali
Dalla ricerca del CNR, in questo senso, è emerso che «le tecnologie motoristiche in sviluppo saranno in grado di proiettare i motori convenzionali ad un livello di inquinamento praticamente trascurabile nel prossimo decennio». Pertanto, «il motore a combustione interna resta uno strumento strategico al fine di una efficace transizione verso una mobilità “CO2 neutral” per i Paesi europei».

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«Le auto elettriche – ha spiegato Beatrice presentando l’analisi – sono alimentate tramite batterie o tramite celle a combustibile a idrogeno od ossigeno». L’ingegnere ha quindi precisato: «Un cambiamento nel sistema energetico dei trasporti è assolutamente urgente. Ma una massiccia elettrificazione della mobilità sposterebbe la localizzazione delle sorgenti emissive di CO2 dai veicoli alle centrali».

In altre parole, se le auto elettriche non emettono nulla su strada, occorre considerare qual è l’origine dell’energia che consumano. Ma non è tutto. «Ciò che è necessario è considerare l’intero ciclo di vita di un veicolo» aggiunge il ricercatore. «Includendo quindi la produzione, l’uso e la dismissione dello stesso. Un recente studio tedesco ha comparato le emissioni di CO2 totali, su 168mila chilometri percorsi, di un veicolo medio, di circa 1.400 km di peso». Ovvero di una compatta del segmento “C”.

Il ricercatore del CNR: «Il futuro non è affatto scontato»
I dati indicano che, con le modalità attuali di produzione di energia elettrica media in Europa, le emissioni di CO2 globali di un veicolo elettrico e di uno a benzina sono simili. «E un diesel è perfino migliore – ha sottolineato Beatrice -. «Si potrebbe controbattere che se la produzione di energia fosse garantita interamente da fonti rinnovabili, le emissioni di un’auto elettrica sarebbero inferiori a quelle dei veicoli tradizionali. Ma esistono anche biocarburanti di ultimissima generazione. Che ridurrebbero del 90% le emissioni rispetto ai combustibili fossili attuali. Se tali tecnologie fossero sviluppate, ancora una volta le emissioni totali di CO2 tra elettrico e termico sarebbero grossomodo equivalenti».

La conclusione alla quale è giunto il ricercatore è che «il futuro non è affatto scontato. La soluzione migliore dal punto vista del sistema propulsivo andrà valutata in funzione del tipo di veicolo, della massa e dell’utilizzo. Perché in alcune condizioni, molto probabilmente, i veicoli mossi da motori tradizionali di ultima generazione con biocombustibili potrebbero avere significativi vantaggi. – Continua su: FONTE
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