Roma, arrestato Statuto, il più furbo dei furbetti del quartierino: bancarotta fraudolenta

18/12/2018 – Arresti domiciliari per l’immobiliarista Giusepppe Statuto, 51 anni, e il suo collaboratore Massimo Negrini, 64 anni, ritenuti responsabili della bancarotta fraudolenta della Brera S.r.l. La misura cautelare è stata emessa dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Roma dopo indagini coordinate dalla Procura ed eseguita dai militari del comando provinciale della Guardia di Finanza. Di origine casertana, Statuto è noto alle cronache per iniziative speculative che lo hanno visto protagonista nel settore immobiliare ed è stato nel 2005, insieme a Danilo Coppola, Stefano Ricucci ed altri, tra gli immobiliaristi che hanno dato la scalata a giornali e banche, i cosiddetti “furbetti del quartierino”. Il gruppo Statuto, cui fanno capo centinaia di imprese, ha orientato il proprio business verso la gestione di alberghi di lusso nelle città di Venezia, Milano e Taormina. Dagli approfondimenti investigativi condotti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, è emerso che gli arrestati hanno distratto dal patrimonio della fallita “Brera” oltre 8 milioni di euro, relativi a un credito vantato verso la società controllante, la “Michele Amari S.r.l.”, trasferendolo fittiziamente a due società con sede in Lussemburgo appartenenti allo stesso gruppo e rendendolo, si legge nell’ordinanza, “di fatto irrecuperabile, mediante un complesso intreccio di negozi giuridici fraudolenti, indice dell’elevata professionalità degli indagati”.

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In particolare, il credito inizialmente costituito da somme giacenti su un rapporto di conto corrente cointestato alla “Brera” e alla “Michele Amari” è stato trasformato in un finanziamento fruttifero infragruppo concesso, in successione, a due persone giuridiche anonime lussemburghesi con una situazione economico-patrimoniale estremamente compromessa. Questa condotta non è stata occasionale o sporadica, sottolinea il Gip nell’ordinanza in quanto rientrante in un più ampio “disegno criminoso attuato dagli indagati mediante la creazione di società a mero scopo speculativo, le quali sono state sistematicamente e in maniera preordinata portate al fallimento, come di fatto sta avvenendo per numerose società del gruppo Statuto». I fatti contestati a Statuto e Negrini, che hanno occultato parte della documentazione contabile, “hanno provocato il dissesto e il successivo fallimento della Brera”, dichiarato nel 2016, con un passivo pari a oltre 32 milioni di euro, gran parte dei quali nei confronti del Fisco.

Per il gip di Roma Flavia Costantini il pericolo di commettere altri reati di bancarotta è “concreto e attuale”: siamo in presenza, scrive il giudice, di personalità “negative e spregiudicate” . Nel motivare il provvedimento restrittivo il giudice scrive che si tratta di condotte “assolutamente non occasionali o sporadicche, ma programmate e protratte nel tempo, sin dalla costituzione della società che era verosimilmente già destinata al default. Si tratta di condotte che senza dubbio hanno impatto negativo sull’economia lecita”. A proposito del ruolo di Statuto, il gip scrive che “rappresenta il fulcro attorno a cui ruota l’attività illecita, essendo il referente del gruppo societario cui appartengono le compagini coinvolte nei fatti oggetto di contestazione”. – [ItaliaOggi.it]
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Nel video i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, all’esito di indagini coordinate dalla locale Procura della Repubblica, stanno dando esecuzione alla misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale capitolino nei confronti dell’immobiliarista Giuseppe Statuto (classe 1967) e del suo fidato collaboratore Massimo Negrini (classe 1954), ritenuti responsabili della bancarotta fraudolenta della “BRERA S.r.l.”.


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