Gratteri: “La ‘ndrangheta è la terza azienda d’Italia dopo Fca e Finmeccanica” [VIDEO]

20/12/2018 – C’è una responsabilità della classe politica nella crescita esponenziale del fenomeno mafioso. Non ha dubbi il procuratore distrettuale antimafia di Catanzaro Nicola Gratteri che lancia strali pesanti all’indirizzo di chi negli anni non ha agito con trasparenza e correttezza. Secondo Gratteri, “la ‘ndrangheta è la terza azienda d’Italia dopo la FCA e Finmeccanica e a causa della sua presenza al Sud c’è il 9% di Pil rispetto al centro-nord”. Le ndrine infatti “investono da Roma in su, soprattutto in Germania, Belgio, Olanda, Spagna e Portogallo, anche se negli ultimi anni si stanno dirigendo pure verso l’Est Europa”. Una crescita esponenziale della quale non è esente il potere politico. “Se avesse voluto la politica – ha sottolineato Gratteri presentando il suo ultimo libro “Storia segreta della ndrangheta”, scritto con Antonio Nicaso al programma “Quante Storie”- oggi avremmo un potere mafioso inferiore dell’80%. Noi dobbiamo lottare e denunciare queste cose, non possiamo stare zitti.

Il voto di scambio. “Prima c’era lo ‘ndranghetista che andava a chiedere favori al politico. – ha aggiunto Gratteri – Oggi sono i politici che vanno a cercare i capi mafia per avere i pacchetti di voti in cambio di appalti o altri benefici”. Addirittura, secondo il capo della procura di Catanzaro, oggi la ’Ndrangheta “sceglie i candidati a sindaco. Quindi non sceglie più il candidato, ma lo decide.

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Mano mano constatiamo una debolezza e assenza della politica. La differenza qual è? Il capomafia sta sul territorio 365 giorni all’anno, invece il politico sta sul territorio mediamente tre mesi prima delle elezioni e il giorno dopo non lo vedi più. E quindi il mafioso riesce a dare risposte anche se parziali, mentre il politico no”.

Le mafie nel pallone. Facendo riferimento all’infiltrazione delle mafie nel calcio, Gratteri ha spiegato: “Le mafie sono presenti quando devono gestire denaro e potere. Sono presenti nello sport soprattuto nel calcio come sono presenti nelle processioni in quanto è una forma di esternazione del potere. Le mafie hanno bisogno di pubblicità di farsi vedere, perché devono essere conosciute. La gente deve sapere chi sono gli ‘Ndranghetisti e quindi quale forma migliore se non il calcio?”.

E su questo ha fatto un esempio: “In un paese dove non c’è nulla, un capomafia decide di comprare tre o quattro giocatori, prende un buon allenatore e la squadra comincia a salire. Lo stadio si riempie nuovamente, nella tribuna vip c’è il magistrato, il poliziotto che stringono la mano al presidente; ma di fronte c’è il popolo che vede il riconoscimento della classe dirigente nei confronti del capomafia o del suo rappresentante. Questa è l’esternazione del potere”.

La prescrizione. Oltre a parlare del nuovo libro del magistrato sono arrivate delle domande riguardo la riforma della prescrizione: “Io penso che in un Paese democratico ed evoluto termini come ‘prescrizione’, ‘sanatoria’, ’amnistie’ e ‘indulto’ debbano essere cancellate dal nostro vocabolario. Io ritengo che se il potere politico avesse voluto creare un sistema giudiziario proporzionato alla realtà criminale, noi oggi non saremmo qui a discutere di prescrizione”. – FONTE
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