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La Camera ha approvato la riforma del referendum propositivo
febbraio 22, 2019 Ambiente e salute

22/702/2019 – Sì dell’Aula della Camera alla proposta di legge costituzionale in materia di referendum. Il testo, approvato con 272 voti a favore, 141 contrari e 17 astenuti, ora passa al Senato. A favore della riforma hanno votato M5s e Lega, contro Pd, FI, minoranze linguistiche, mentre Leu e Fdi si sono astenuti. Dopo che il presidente Roberto Fico ha proclamato l’approvazione, tutti i deputati di M5s hanno lungamente applaudito e alcuni di essi si sono alzati in piedi per farlo. Nella Lega solo tre deputati hanno applaudito il via libera al testo.

Luigi DI MAIO: Oggi alla Camera abbiamo compiuto il primo passo per approvare il referendum propositivo. È la prima di quattro letture, ma di un’importanza cruciale: quando la riforma sarà conclusa, gli italiani potranno proporre leggi e il Parlamento sarà obbligato a discuterle entro un anno e mezzo, poi si attiverà il referendum. Faremo in modo che la voce dei cittadini possa indicare alla politica la strada da seguire. È una riforma costituzionale che dà più potere alle persone. Anche per questo vogliamo ridurre drasticamente il numero dei parlamentari: meno poltrone, più democrazia diretta. Un sogno del MoVimento 5 Stelle che piano, piano diventa realtà.
Non più pochi a decidere per tanti, ma scegliere insieme.

PER IL M5S È UNA RIFORMA GRANDIOSA
La riforma che introduce il referendum propositivo «è al tempo stesso grandiosa e necessaria». Lo ha detto Giuseppe Brescia, presidente della Commissione Affari costituzionale della Camera, annunciando il sì di M5s. «È grandiosa», ha affermato, «perché introduce con forza il tema della democrazia diretta, senza che questa entri minimamente in rotta di collisione con la democrazia rappresentativa». «La riteniamo al tempo stesso una riforma necessaria perché contribuisce a ricucire quello strappo che ha dilaniato la nostra società negli ultimi decenni, la distanza che sembrava incolmabile tra cittadini e istituzioni, un male che con questa proposta trova una cura».

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OBBLIGO DI DISCUTERE LE PROPOSTE DI LEGGE
«Qualcuno ha descritto scenari apocalittici», ha detto ancora Brescia, «come risultato della riforma; noi invece ce la immaginiamo così. I cittadini faranno proposte che il parlamento dovrà discutere. Giornali, radio e tv parleranno di questi argomenti per mesi. Le persone si faranno un’idea precisa a riguardo e se comitato promotore e rappresentanti del popolo non riusciranno a trovare una sintesi soddisfacente sarà il popolo stesso a decidere quale soluzione adottare. Ma una risposta all’istanza sarà garantita. La democrazia trionferà perché stiamo curando i mali della democrazia con più democrazia!». – [Lettera43.it]
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