Whirlpool vuole licenziare, Di Maio: «Soluzione in una settimana o stop ai fondi»

04/06/2019 – «Se non siete in grado di dare risposte e devo rivolgermi ai vertici della multinazionale ditelo subito. Non perdiamo tempo», dice il vicepremier ai vertici dell’azienda.

“Io non mollerò MAI! 💪🏼 Con il MoVimento 5 Stelle al governo non si prendono in giro né lo Stato né i lavoratori! Grazie alle donne e agli uomini della Whirlpool arrivati al Mise da Napoli.” Non usa mezzi termini Luigi Di Maio alla fine dell’incontro con la multinazionale Whirlpool.

Oggi, 4 giugno, il vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico era al tavolo con i vertici dell’azienda per scongiurare la chiusura dello stabilimento di via Argine a Napoli, specializzato nella produzione di componenti per lavatrici. E per salvare i suoi 420 lavoratori.

«O entro sette giorni portano la soluzione per lasciare aperta quell’azienda e far lavorare 450 persone, oppure noi gli togliamo i soldi che hanno preso dallo Stato», dice Di Maio al termine del tavolo. «Gli blocco quelli che gli stavamo per dare e gli tolgo quelli che gli abbiamo dato con alcuni strumenti che dovevano servire a creare più lavoro in più occasioni per le imprese». La cifra, «solo per iniziare, è di circa 15 milioni di euro», dice il vicepremier.

Al vertice hanno partecipato i capi della multinazionale statunitense, i sindacati di categoria e i rappresentanti della Regione Campania e del Comune di Napoli. Anche gli operai dello stabilimento partenopeo sono partiti da Napoli con 9 autobus per raggiungere la sede del Mise in via Veneto.

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Dal 2014 a oggi la Whirlpool «ha ricevuto 27 milioni di euro di fondi pubblici», avrebbe detto Di Maio al tavolo di crisi. Come ricostruisce l’Ansa, venerdì scorso la multinazionale di elettrodomestici ha annunciato ai sindacati la volontà di cedere lo stabilimento dove lavorano oltre 400 persone, cogliendoli di sorpresa rispetto a quanto previsto nel piano 2019-2021 firmato dalle parti al Mise il 25 ottobre 2018.

Il tavolo al Mise
«Lo Stato si farà rispettare», avrebbe detto Di Maio durante l’incontro, secondo quanto riportano fonti del Ministero. Il vicepremier ha accusato l’azienda di voler licenziare dopo aver ottenuto milioni di euro dallo Stato.

«Si sono firmati accordi ben precisi – ha detto il capo politico del M5s – state creando un precedente gravissimo. Dovete rispettare istituzioni e lavoratori. Io sono e sempre sarò al loro fianco. Siamo disposti a impegnarci ancora di più con l’azienda per trovare una soluzione».

Appuntamento tra una settimana
I lavoratori dello stabilimento di via Argine a Napoli si riuniranno in assemblea domani mattina, alle 10, per confrontarsi sull’incontro di oggi al ministero. «È stato un incontro interlocutorio – sottolineano i segretari generali di Fiom Campania e Napoli, Massimiliano Guglielmi e Rosario Rappa.

Il ministro «si è impegnato a contattare i vertici americani e a riconvocare tra una settimana un nuovo tavolo di confronto, chiedendo la presenza di tutti i livelli istituzionali territoriali in cui esistono insediamenti Whirlpool. Per noi – concludono Guglielmi e Rappa – la lotta continua e con i lavoratori, domani, decideremo le ulteriori e necessarie iniziative di sostegno alla vertenza».

Le dichiarazioni della Regione Campania
«Siamo pronti a scendere in campo se sarà necessario a tutela del mondo del lavoro», ha detto in mattinata il governatore della Campania Vincenzo De Luca a margine dell’assemblea pubblica degli industriali napoletani sulla vertenza Whirlpool. «Il precedente accordo vedeva già un impegno della Regione oltre che del governo nazionale a coprire però un anno e mezzo la cassa integrazione per consentire una ristrutturazione del gruppo».

Critico il commissario del Pd di Napoli Michele Meta: «Solo oggi Di Maio si accorge di quanto sia drammatica la vertenza dei lavoratori Whirlpool», dice in una nota. «Arrivano fuori tempo massimo le polemiche sollevate da Di Maio nei confronti dell’azienda, sulla quale avrebbe dovuto vigilare in questi mesi per far rispettare l’accordo sottoscritto al Mise». Napoli e il Sud «sono abbandonati dal governo», dice Meta: «80mila lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro a causa dell’assenza del Governo sulle politiche industriali e sul sostegno alle politiche per il lavoro».
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