Ballottaggi, a Campobasso stravince il M5S: Funziona l’alleanza tra dem e M5s

10/06/2019 – Il centrodestra strappa al centrosinistra due storiche roccaforti come Forlì e Ferrara. Ma il Partito Democratico, complessivamente, regge, e fa registrare alcuni importanti risultati. La tornata di ballottaggi di domenica 9 giugno restituisce un quadro politico variegato, che non si presta a letture univoche.

La Lega, la cui avanzata a livello nazionale è sempre più impetuosa, assesta al PD alcuni duri colpi: Ferrara, dopo 69 anni di amministrazioni di centrosinistra, cambia bandiera e vede il trionfo di Alan Fabbri, candidato leghista. A Forlì si afferma Gian Luca Zattini, candidato sindaco civico di centrodestra. È chiaro ormai come Salvini abbia fatto breccia anche nelle cosiddette regioni rosse, dopo gli importanti risultati fatti registrare lo scorso anno in Toscana. Il centrodestra riesce a strappare al centrosinistra anche i comuni piemontesi di Vercelli e Biella.

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Il PD, comunque, ottiene alcune vittorie significative: riconquista Livorno, dopo cinque anni di amministrazione del Movimento Cinque Stelle, si conferma a Prato, Reggio Emilia, Cremona e Verbania, e conquista Rovigo, la cui amministrazione uscente era di centrodestra. Nel complesso, dunque, il partito di Nicola Zingaretti tiene, anche se la strada per diventare maggioritari nel paese appare ancora a dir poco in salita. Una strada che, per essere davvero percorsa, necessita probabilmente di un’alleanza tra i dem e il Movimento Cinque Stelle.

Ciò che appare chiaro tanto a livello nazionale quanto a livello locale, è che nessun partito al momento è in grado, da solo, di fronteggiare Salvini. Ma quando Pd e M5s trovano se non un accordo, perlomeno un patto di desistenza, ecco che la Lega va subito in difficoltà. È quanto successo a Campobasso, dove Roberto Gravina, candidato pentastellato, ha stravinto il ballottaggio. Al primo turno Gravina aveva preso meno voti della candidata leghista Maria Domenica D’Alessandro. Ma il Partito Democratico, che esprimeva il sindaco uscente Antonio Battista, ha dato un’indicazione chiara per il voto del 9 giugno, quella di non votare per la Lega.

Senza nominare esplicitamente il M5s, questa alleanza implicita tra dem e grillini ha però prodotto un risultato chiarissimo: quasi tutti i voti degli elettori di centrosinistra sono confluiti sul candidato dei Cinque Stelle, lasciando la Lega al palo.

Un esperimento, quello dell’intesa tra dem e M5s, per ora confinato in ambito locale, ma che potrebbe estendersi anche su scala nazionale. Molto dipenderà dal futuro politico del governo e dalle decisioni di Matteo Salvini.

Se quest’ultimo romperà l’alleanza con Di Maio e costituirà un asse tutto di centrodestra con Berlusconi e Meloni (come già avviene nei comuni), per PD e Cinque Stelle l’unica strada percorribile per essere competitivi sarebbe proprio quella di un accordo. – [FONTE]
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