Piemonte: Consigliere regionale M5S rinuncia a ‘Tfr’ e vitalizio

(ASCA) – Torino, 24 gen 2014 – Il consigliere regionale piemontese del Movimento 5 Stelle Davide Bono rinuncera’, in caso di chiusura anticipata della legislatura, all’indennita’ di fine mandato e al vitalizio che dovrebbe cominciare a ricevere con il compimento del 65esimo anno d’eta’. Bono, ha anche scritto agli altri 59 consiglieri regionali per chiedere di fare altrettanto. Si tratta di un procedimento volontario in quanto l’indennita’ di fine mandato (una mensilita’ per ogni anno di mandato) non matura automaticamente con la chiusura anticipata della legislatura, perche’ occorre versare tutti i contributi residui. In alternativa spiega Bono si possono chiedere indietro i contributi versati , circa 90mila euro nel suo caso, rinunciando al vitalizio. ””Non intendo ne’ ricevere il vitalizio ne’ esercitare il diritto alla restituzione dei contributi, lasciando quindi i soldi alla Regione, e chiedo che altrettanto facciano gli altri Consiglieri,. Dice Bono – Per questo ho inviato loro un modello di lettera di rinuncia”. BONOIl costo di pensionamento degli attuali consiglieri regionali del Piemonte, che tiene conto pero’ che alcuni di loro hanno svolto piu’ mandati, e’ di 65 milioni di euro. Attualmente sono 146 gli ex consiglieri regionali piemontesi che percepiscono il vitalizio e costano circa 7 milioni l’anno. Un’altra decina, tra cui l’ex presidente Mercedes Bresso, ha gia’ l’eta’ per la pensione, qualora non venga rieletta. Lo squilibrio rispetto ai contributi incamerati annualmente e’ considerevole, in quanto i versamenti contributivi annuali (pari al 25% dell’indennita’) da parte dei consiglieri regionali in carica e’ di un milione. Dalla prossima legislatura sono stati aboliti i vitalizi. Ma Bono ha anche aggiunto che se il Movimento cinque stelle avra’ la maggioranza alle prossime elezioni regionali del Piemonte fara’ approvare una legge per il taglio delle pensioni in corso, con la formula del ”contributo di solidarieta”’ FONTE La lotta ai costi della politica è da sempre uno dei capisaldi del MoVimento 5 Stelle, sia perchè crea un vantaggio immediato e tangibile per le martoriate casse pubbliche, sia perchè è in linea con un principio di giustizia ed equità redistributiva, sempre più necessaria in un Paese in piena crisi economica. In quale posto di lavoro, i “lavoratori” si autodecidono stipendi e privilegi? Il IX Consiglio Regionale è intervenuto recependo le normative nazionali, riducendo gli stipendi da 10-15 mila € a 6900 € netti al mese, ed eliminando il vitalizio ma solo dalla prossima legislatura. Figuriamoci se votavano per tagliarlo a loro stessi. Ho inviato una lettera al Consiglio Regionale rifiutando l’assegno vitalizio, l’indennità di fine mandato e chiedendo di lasciare alla Regione i contributi versati in questi 4 anni, pari a circa 90.000 euro. Ho invitato gli altri Consiglieri a fare altrettando, inviando loro un modello di lettera. #Iorinuncio, chi altri?:    

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