Palermo: terzo blitz contro la mafia nigeriana, smantellata base operativa a Ballarò

11/07/2019 – Terzo blitz della squadra mobile contro la mafia nigeriana che voleva comandare fra i vicoli del popolare mercato di Ballarò. Gli agenti diretti da Rodolfo Ruperti hanno fermato otto nigeriani su richiesta del procuratore aggiunto di Salvatore De Luca e dei sostituti Gaspare Spedale, Chiara Capoluongo e Giulia Beux. Gli agenti della squadra mobile hanno colpito il terzo gruppo criminale che operava a Ballarò, i Viking, non ancora colpito dalle indagini della Dda di Palermo sulla mafia nigeriana.

Dopo l’operazione di tre anni fa che ha azzerato la confraternita Black Axe e quella dello scorso aprile che ha portato in carcere 13 appartenenti all’altra confraternita mafiosa nigeriana, gli Eyie, questa mattina la squadra mobile ha colpito il terzo gruppo che negli ultimi mesi aveva ottenuto la supremazia dello spaccio e dello sfruttamento della prostituzione a Ballarò. Gli otto fermati devono rispondere di associazione a delinquere di stampo mafioso.

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Le indagini, scattate lo scorso anno dopo la decisione di uno dei capi e del suo braccio destro di collaborare con la magistratura, hanno svelato gli equilibri fra le confraternite a Ballarò negli ultimi tre anni. Dalle parole dei primi due pentiti della mafia nigeriana, la squadra mobile ha potuto constatare che nel quartiere non c’erano solo i Black Axe a spacciare e sfruttare la prostituzione delle donne nigeriane vittime di tratta. Anche i rivali degli Eiye si erano ritagliati il loro spazio fra i vicoli di Ballarò.

Un’espansione dovuta anche all’indebolimento dei Black Axe, decimati dopo gli arresti di tre anni fa nella prima operazione della squadra mobile di Palermo contro la mafia nigeriana in città. Dopo gli arresti di aprile rimanevano solo i Viking a Ballarò che in poche settimane hanno sostituito gli Eyie nello spaccio e nella tratta internazionale di donne.

La cosca dei Viking era ben strutturata su tutto il territorio nazionale, avente a Palermo, una base operativa a Ballarò, caratterizzata da una forte struttura gerarchicamente organizzata, con una forte capacità intimidatoria. Le indagini hanno accertato, inoltre, la presenza di numerose case di prostituzione nel centro storico di Palermo, le cosiddette “connection house”, e registrato numerosi episodi di spaccio di stupefacenti.

“Sgominata una base operativa della mafia nigeriana a palermo. Grazie alla polizia di stato e agli inquirenti! nessuna tolleranza per i clan, da nord a sud. E carcere ed espulsioni per chi porta la guerra in casa nostra”. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini. – [Repubblica.it]
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