I bimbi investiti a Vittoria: nel suv i rampolli della mafia ragusana. Il superstite gravissimo, amputate le gambe

13/07/2019 – Vittoria, cittadina del Ragusano sede di uno dei mercati ortofrutticoli più importanti d’Italia con Fondi e Milano ma anche con il Comune sciolto per infiltrazioni mafiose è un paese sotto shock dopo la tragedia di ieri sera che ha visto morire Alessio, 12 anni e restare ferito in modo gravissimo il cuginetto di 11. Quest’ultimo, Simone, dopo cinque ore di intervento all’ospedale di Vittoria, nella notte era stato trasportato in eliambulanza al Policlinico di Messina per un altro, drammatico, intervento.

“Il bambino è stato operato ma purtroppo non abbiamo potuto salvargli le gambe che sono state tranciate durante l’incidente. Le sue condizioni sono stabili ma gravi, è ancora in pericolo di vita”. Lo afferma la direttrice dell’unità operativa di terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina Eloisa Gitto subito dopo l’operazione.

Alcol, cocaina e velocità. La notte dei rampolli di mafia stavolta è andata oltre. Sono tutti nomi conosciuti alla squadra mobile e al commissariato quelli che ieri erano a bordo del suv che ha ucciso un bambino di 11 anni a Vittoria e ha ferito gravemente il cuginetto di 12 anni.

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Non riescono neanche a piangere. Distrutti dal dolore. Sono seduti su due sedie dell’ospedale di Vittoria davanti alla sala mortuaria dove è stato ricomposto il corpicino di Alessio. I genitori di Alessio non hanno lacrime, sembrano due automi, inconsapevoli quasi della tragedia che li ha colpiti. La madre di Alessio rivela un particolare agghiacciante: “Dopo l’incidente e vedendo mio figlio steso a terra sul marciapiede, cercavo un telefonino per chiamare il 118, l’ho strappato dalle mani di un uomo che non conoscevo, era l’assassino di mio figlio, ma io non lo sapevo”.
Rosario Greco, ieri notte, prima di mettersi al volante del suo Suv aveva sniffato cocaina e aveva bevuto: le analisi hanno dimostrato che superava di quattro volte la soglia consentita dalla legge. Anche i suoi compagni di baldoria sono noti agli agenti della Squadra mobile diretta da Nino Ciavola. Soprattutto due di loro: Angelo Ventura e Alfredo Sortino. Il primo, detto U checcu, è pregiudicato e figlio del boss Giambattista, condannato anche per aver minacciato il giornalista Paolo Borrometi. Il secondo, anche lui con reati alle spalle, è sorvegliato speciale.

A guidare l’auto che ha falciato i ragazzini nel centro storico della cittadina ragusana è stato Rosario Greco, con precedenti alle spalle. E soprattutto figlio di Elio. Un pezzo da 90, nato come rapinatore di banche e cresciuto economicamente, secondo gli investigatori, grazie alla contiguità con Stidda e Cosa Nostra. Il tribunale di Catania, a gennaio, gli ha sequestrato beni per circa 35 milioni di euro. Imprenditore nel campo dell’imballaggio per l’ortofrutta, in primavera è stato arrestato per il tentato omicidio di Raffaele Giudice. Il conducente non ha prestato alcun soccorso alle vittime dandosi alla fuga all’arrivo della Polizia di Stato. Gli altri 3 occupanti del veicolo sono fuggiti anche loro e per questo sono stati denunciati dagli uomini del Commissariato di Vittoria e della Squadra Mobile. In auto, l’arrestato, aveva due armi, un manganello telescopico ed una mazza da baseball. “Gli altri tre ocupanti del Suv – spegano gli investigatori – anche se inizialmente hanno tentato di favorire l’autore dell’omicidio stradale, i tre passeggeri hanno deciso di fornire un’esatta dinamica di quanto accaduto addebitando ogni responsabilità al conducente. Utilissime anche le immagini di alcuni impianti di videosorveglianza acquisiti che hanno ripreso le fasi del sinistro stradale”.

Greco, ieri notte, andava a velocità folle tra le vie del centro storico, quando ha perso il controllo ed è finito sui bambini. I quattro sono scappati, avevano paura di essere linciati. Ma, dopo poco, i tre passeggeri sono andati dai carabinieri e hanno raccontato tutto. Non è trascorso molto tempo prima che arrivasse anche Greco: all’inizio sosteneva di essere solo sull’auto, poi ha confermato la presenza degli altri, anche se non ha raccontato molto agli investigatori. Lui è stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale, i suoi amici sono stati denunciati in stato di libertà per omissione di soccorso e favoreggiamento personale. È finita così la notte dei rampolli di Vittoria. – [Repubblica.it]
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