Corruzione, arrestato avvocato del comune di Taormina. Indagato ex dirigente

16/11/2019 – Corruzione al Comune di Taormina. Arrestato un avvocato e notificato il divieto di dimora a un ex dirigente pubblico. Sono accusati di essersi appropriati delle somme dovute per il servizio idrico dagli utenti morosi. E’ stata battezzata “Acquewin” l’operazione condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Messina. L’avvocato e l’ex dirigente comunale, ora in pensione, sono accusati di peculato e corruzione. Sequestrati beni immobili e disponibilita’ finanziarie per un valore complessivo di oltre ottocento mila euro. Le indagini hanno consentito di accertare che l’avvocato, nella sua qualità di incaricato dall’amministrazione comunale alla riscossione delle somme dovute per la fornitura dell’acqua nei confronti degli utenti morosi, insieme al responsabile dell’Area Servizi generali e dell’Ufficio Riscossione del Servizio acquedotto del Comune di Taormina, avevano omesso di versare nelle casse comunali gli importi riscossi per il pagamento delle utenze idriche, appropriandosi, negli anni, di un importo vicino al milione di euro.

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L’ex dirigente comunale, in cambio di denaro e di altre utilita’, del valore pari a circa 26 mila euro, si era messo a disposizione dell’avvocato. Nell’abitazione dell’ex dirigente comunale 67enne è stato trovato un ‘pizzino’, rappresentativo della giustificazione concordata tra i due indagati per creare una giustificazione alla tangente ricevuta. Il legale 60enne posto agli arresti domiciliari, grazie alla complicità del responsabile dell’ufficio idrico, che ometteva la prevista attività di controllo, giungendo anche ad inserire dati falsi nel sistema informatico comunale “AcqueWin” – da qui il nome dell’operazione – negoziava direttamente sul suo conto corrente personale gli assegni degli utenti morosi (comportamento definito dallo stesso giudice come “inquietante”), ovvero si faceva pagare in contanti, a fronte di uno sconto all’utente, con l’obiettivo di non lasciare traccia degli importi ricevuti.

Una attività di sistematica appropriazione di denaro pubblico che, spiegano le Fiamme gialle, “era nota a molti impiegati della macchina comunale della Perla dello Jonio”, come emerge dal contenuto delle intercettazioni, ma “l’omerta’ e la connivenza dei pubblici dipendenti divenivano il volano del perpetrarsi, nel tempo, delle condotte illecite”. Secondo ipotesi d’accusa, proprio il rapporto criminale oggi disvelato consentiva al legale di riuscire a mantenere l’incarico, sin dal 1995, nonostante i vari avvicendamenti delle amministrazioni comunali. Il sequestro, per un importo complessivo di 817 mila euro, ha interessato tre unità immobiliari di proprietà del professionista e le somme maturate dall’ex dirigente a titolo di trattamento di fine servizio a seguito della cessazione del rapporto di lavoro. “Si tratta viene spiegato – del primo caso di misura cautelare reale della specie nella provincia di Messina”. L’operazione “testimonia l’impegno della Guardia di finanza e della procura della Repubblica di Messina nella lotta alla corruzione, a salvaguardia del corretto utilizzo delle risorse pubbliche e per rilanciare l’economia locale”. – [FONTE]
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