CoronaVirus: Toti vuole lo stop a codici appalti e antimafia, reazioni di Libera e delle opposizioni: “Vuole favorire i grandi gruppi finanziari”

08/04/2020 – Stanno suscitando forti reazioni le dichiarazioni rilasciate dal presidente Toti in un’intervista ad Avvenire. Alla domanda su come pensa di sfidare la burocrazia il presidente della Regione Liguria ha risposto: “Via codice degli appalti, via gare europee, via controlli paesaggistici, via certificati Antimafia, via tutto. Almeno per due anni. Ci sono gruppi affidabili e lavori da fare: partano subito. Serve un modello di ricostruzione post bellico. Rischi? Ci sono e terremo la guardia alta, ma il coronavirus ha alzato la soglia di mora-lità, la gente ha capito che le cose vanno fatte bene e che le leggi vanno rispettate. Io mi fido”.

Duro il commento di Libera, l’associazione antimafia che da anni si batte contro il crimine organizzato: “Leggiamo con grade preoccupazione queste parole. Proprio nei momenti di profondo cambiamento e di incertezza le organizzazioni mafiose sono in grado di inserirsi nell’economia legale e conquistare importanti fette di mercato – in particolare nell’edilizia – danneggiando i tanti imprenditori, commercianti e lavoratori onesti, già affaticati dalla crisi economica, sanitaria e sociale che stiamo vivendo. Abbiamo visto questo tentativo anche in occasione dei lavori inerenti il Ponte di Genova, dove proprio grazie ai controlli Antimafia si è riusciti a intervenire prontamente. Come ha ricordato ieri il Procuratore Nazionale Antimafia De Raho, in questo momento è importante non fare passi indietro rispetto alle conquiste normative di questi decenni, far rispettare le regole e piuttosto intervenire affinché le fasce di popolazione maggiormente in difficoltà possano avere un più facile accesso al credito e ai servizi di sostegno che lo Stato, le Regioni e gli Enti locali dovrebbero garantire”.

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Il capogruppo regionale di Linea Condivisa Gianni Pastorino commenta: “ Il disegno di Toti è chiaro: vuole un mondo senza regole, in cui la tutela dei diritti, dell’ambiente e della salute vengono azzerati per molti a vantaggio dei pochi, con favori ai grandi gruppi finanziari e industriali privati, a scapito dei diritti dei cittadini”. “Non gli interessa nulla del Coronavirus – prosegue – Gli interessa delineare la sua ‘fase 2’: una ricetta economica e sociale che premi chi vuole distruggere il territorio e magari, col ricatto di 100 posti di lavoro sfruttato, pretenda la rinuncia alle tutele sindacali e al diritto alla sicurezza”.

“Sono allarmato e sbigottito dalle parole del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che vorrebbe disfarsi in un colpo solo del Codice degli appalti, delle gare europee, dei controllo paesaggistici, dei certificati antimafia per far ripartire l’economia. Un conto è snellire la burocrazia un altro è pianificare un autentico ‘lasciapassare’ per la criminalità organizzata a danno delle aziende serie che operano nella legalità.” Cosi Franco Vazio vicepresidente della commissione Giustizia alla Camera. “La Liguria – prosegue il deputato Pd – ha bisogno di legalità ed efficienza, tanto come di competenza e capacità gestionali. Per tutto questo Toti prova un’autenticità allergia ed è per tale motivo che la Liguria in questi giorni sta scontando un ritardo abissale rispetto alle altre regioni del Nord: c’è chi ha fatto molti tamponi e controlli, c’è chi ha investito in ospedali pubblici, chi addirittura li ha costruiti e chi, invece come Toti e la Liguria, è in cima alle classifiche per decessi”.

Marco Ravera segretario regionale di Rifondazione Comunista: “Con la scusa del coronavirus Toti ha lanciato un piano per l’incentivazione di illegalità, malaffare e devastazione ambientale. Un paese della cuccagna per le mafie”.
“Una ricetta pericolosa” per Franco Mirabelli, vice presidente dei senatori del Pd e capogruppo dem in commissione Antimafia.

Sul fronte totiano si registra la presa di posizione di un gruppo di parlamentari: “Il senatore Mirabelli, preso dalla foga di replicare al presidente Toti, si è limitato probabilmente a leggere solo il titolo della sua intervista. Nel testo, se il senatore avesse avuto la pazienza di approfondire, Toti ha proposto di togliere per almeno due anni ogni forma di burocrazia specificando che i controlli vi saranno comunque perchè i grandi lavori infrastrutturali in Italia possono effettuarli solo gruppi affidabili e già presenti sul mercato. La ricostruzione del ponte Morandi è sotto gli occhi di tutti e deve essere l’esempio, non è un caso che molti esponenti del governo la propongono come modello per far ripartire l’economia italiana”. Lo affermano i deputati di Cambiamo! Stefano Benigni, Manuela Gagliardi, Claudio Pedrazzini, Alessandro Sorte e Giorgio Silli. – [FONTE]
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