Danno erariale di quasi 8 milioni: azienda di trasporti depredata dai suoi manager

cumana-montesanto-660x375NAPOLI 12/12/2015 – Eav depredata dai suoi manager. Danno erariale di quasi 8 milioni. Citati in giudizio otto responsabili della holding dei trasporti che gestisce Circum e Cumana. C’è anche il caso dell’ad Rizzardi che si è autoassegnato consulenze.
[sociallocker id=18243]Danno erariale di 7 milioni e 600mila euro nella gestione Eav, la holding regionale dei trasporti. È quanto accertato dal Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli, nell’ambito di un’attività d’indagine delegata dalla Procura generale della Corte dei Conti per la Campania. Sono stati citati in giudizio complessivamente 8 responsabili.
Incarichi inutili
In particolare, la Guardia di Finanza, sotto il coordinamento del Pubblico ministero contabile Marco Catalano, ha appurato che i vertici della holding dei trasporti avrebbero sperperato denaro delle casse della Regione Campania affidando numerosi incarichi pluriennali di consulenza professionale rivelatisi inutili.
Il caso Rizzardi
Le Fiamme gialle citano il caso di un amministratore unico dell’Eav, Rizzardi già dipendente della medesima società, da cui percepiva una lauta pensione, il quale, una volta diventato il massimo dirigente dell’Ente, si autoconferiva, per un periodo di ben 8 anni, un incarico di consulenza avente per oggetto, sostanzialmente, gli stessi compiti e mansioni che doveva svolgere nella sua qualità di vertice amministrativo dell’Eav. E ciò, sottolineano gli inquirenti, con l’avallo di Ennio Cascetta, assessore ai Trasporti dell’epoca, delegato dal governatore Bassolino a rappresentare il socio unico Regione Campania, nonché con il beneplacito del collegio sindacale allora in carica.
Il ruolo che non c’era creato ad arte
In un altro caso, indicato sempre dalla Guardia di Finanza, si è giunti a reclutare un nuovo direttore generale, giustificando tale assunzione mediante la creazione «ad arte» della vacanza organica nel ruolo, attraverso l’istituzione di una nuova direzione per la pianificazione affidata al direttore generale uscente. In proposito, sarebbe stato contestato anche un danno erariale per circa 350mila euro nei confronti del pro tempore amministratore unico e del collegio sindacale in carica, in conseguenza dell’accertata inutilità della neoistituita alta direzione, in quanto alla stessa venivano affidati compiti che sarebbero spettati già all’organo di vertice e al direttore generale. Inoltre, le procedure adottate per «l’assunzione diretta» ed a tempo indeterminato di queste dirigenziali sono risultate – secondo la Procura della Corte dei conti – in evidente contrasto con le disposizioni in materia di assunzioni di personale previste dalle norme regionali e nazionali vigenti, le quali prevedevano una selezione pubblica anche per il reclutamento di personale da parte di società partecipate direttamente ed indirettamente dalla Regione Campania.
La reazione di De Gregorio
«Si tratta di fatti degli anni antecedenti al 2013, di cui sono informato solo parzialmente, in quanto le indagini si sono svolte e concluse prima del mio insediamento avvenuto il 27 luglio 2015 – ha precisato il presidente dell’Eav, Umberto De Gregorio – negli anni precedenti vi sono stati comportamenti leggeri in termini di consulenze e di spesa. Posso dire soltanto, ad esempio, che il mio primo atto, all’insediamento, è stato, di applicare una riduzione del 30 per cento alla tariffa interna applicata per i compensi praticati a tutti i legali esterni. Abbiamo anche riaperto la short list dei legali esterni e ridotte al lumicino le consulenze. Lavoriamo con grandissima attenzione alla spesa, cercando di generare comportamenti virtuosi all’interno dell’azienda e con i fornitori dell’azienda». FONTE[/sociallocker]

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