Regionali Emilia Romagna e Calabria, vince l’astensionismo e la legge elettorale esistente che permette ancora coalizioni

REPE i giornali continuano a fare la loro parte di sciacallaggio. come dimostra la photo della prima pagina di Repubblica.
Prodi sul calo affluenza: “C’è situazione di malessere” Secondo l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi, la caduta dei votanti alle regionali in Calabria ed Emilia “era abbastanza prevista”. Il dato riflette una situazione “di generale malessere”. Prodi è intervenuto all’incontro “Democracy and Human Rights in Decline?” organizzato a Firenze presso la Robert Kennedy Foundation.
VINCONO BONACINI IN EMILIA ROMAGNA e OLIVERIO IN CALABRIA
Il rischio ‘disaffezione’, l’incubo astensione, il non-voto come voto. Si è avverato tutto. Le elezioni regionali di oggi interessavano due territori lontani e diversi tra loro: l’Emilia Romagna e la Calabria. In entrambi i casi, però, i cittadini sono stati chiamati a tornare alle urne con una tempistica anticipata rispetto alla scadenza naturale dei mandati per lo scioglimento della giunta.

Ecco quello che viene solitamente ignorato. Facciamo una giusta informazione ! Dove sarebbe il crollo del Movimento 5 Stelle in Emilia Romagna ? Nel 2010 hanno preso il 7% netto, nel 2014 il 13,30% inoltre, a parte #SEL sono gli unici ad aver incrementato il loro numero di votanti. Stessa situazione in Calabria, 4,96% in Calabria (non c’erano alle scorse regionali).

info
Le elezioni regionali confermano la progressiva erosione dell’elettorato renziano. Calano i voti del Pd, in Emilia Romagna addirittura si dimezzano. Il M5S, invece, raddoppia i sui consensi e ottiene 5 consiglieri. Peccato per la Calabria, dove il voto clientelare ha chiaramente pesato negativamente rispetto alla prima esperienza regionale dei portavoce a 5 stelle. Hanno perso gli onesti, la stragrande maggioranza dei cittadini che si è arresa di fronte al dilagare delle inchieste giudiziarie che stanno travolgendo i partiti. Il centrosinistra ne esce fortemente ridimensionato e la linea del Governo è sconfitta. Il centrodestra non evita il tracollo, riuscendo solo a consumare l’ennesima guerra per la leadership tra Lega e Forza Italia. L’unico a vincere è il partito dell’astensione, mai così alta. I pochissimi votanti non bastano a legittimare politicamente i governatori eletti, che ora dovranno fare i conti con la crisi della delega in bianco. Il M5S è oggettivamente cresciuto rispetto alle scorse regionali, l’emorragia ha dilaniato tutti i partiti e siamo gli unici ad aver aumentato i nostri voti. Dobbiamo rafforzare la partecipazione diretta e puntare sul coinvolgimento dei cittadini per riprenderci il Paese. Dobbiamo fare rete sul territorio, rivolgerci a quel 60% di non votanti con una visione politica chiara e netta: solo attivandoci in prima persona possiamo cambiare le cose.

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