Fine del segreto bancario in Svizzera, PARADISI FISCALI ACCORDO ITALO-ELVETICO

PADOAN23/02/2015 – Che cosa prevede l’accordo siglato a Milano dai ministri Pier Carlo Padoan e Eveline Widmer-Schlumpf
Italia e Svizzera hanno firmato oggi l’accordo che pone definitivamente fine al segreto bancario nel paese transalpino. La storica intesa è stata siglata a Milano dopo tre anni di trattative dal ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan e dalla sua omologa svizzera, Eveline Widmer-Schlumpf.
Il protocollo prevede lo scambio di informazioni tra i due paesi, automatico a partire dal 2017, mentre la Svizzera potrà uscire dalla ‘black list’ dei paesi considerati paradisi fiscali. E’ stata firmata anche una road mappa sulla tassazione dei lavoratori transfrontalieri e sulla questione di Campione d’Italia.
Il Protocollo modifica la Convenzione del 1976 e pone le basi per rafforzare la cooperazione tra i due Paesi e contrastare il fenomeno dell’evasione e dell’infedeltà fiscale. Le autorità fiscali italiane potranno da oggi richiedere informazioni alla Svizzera, provocando la regolarizzazione spontanea dei capitali detenuti illegalmente.
I contribuenti potranno sanare le irregolarità pagando integralmente le imposte dovute, come prevede la legge sulla ‘voluntary disclosure’ e usufruendo di un regime sanzionatorio più conveniente. Quanto alla road map questa delinea il percorso per la revisione dell’accordo sui frontalieri, superando quello attuale firmato nel 1974. Con il nuovo accordo viene prevista la reciprocità anche per i frontalieri svizzeri, mentre le imposte pagate saranno suddivise tra i due Stati, con un massimo del 70% delle tasse che spettera’ allo Stato del luogo di lavoro. Il carico fiscale totale dei frontalieri italiani rimarrà inizialmente invariato e successivamente, con gradualita’ sarà portato a livello degli altri contribuenti.
La road map prevede, infine, di individuare le migliori soluzioni pratiche per il Comune di Campione d’Italia, enclave italiana circondata dal territorio svizzero. Dell’accordo non fa parte il tema dell’accesso al mercato dei fornitori di servizi finanziari, di interesse per la Svizzera.
“Ci saranno ulteriori colloqui – ha detto il ministro Padoan – è un tema su cui fare progressi, ci stiamo lavorando”.
Il ministro delle Finanze svizzero, Widmer-Schlumpf, ha così commentato l’accordo: “Oggi è un giorno importante per le relazioni bilaterali tra Italia e Svizzera. Malgrado le divergenze degli anni scorsi ora ci siamo ravvicinati, le relazioni bilaterali beneficeranno di nuovo slancio e fiducia”.
Per il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, l’accordo “va nella direzione dell’eliminazione dei paradisi fiscali”.
“Ci sono altri paradisi fiscali – ha detto – ma questo accordo va nella direzione della loro eliminazione. Per loro sarà sempre meno conveniente e piu’ difficile resistere allo scambio di informazioni e sara’ meno conveniente rivolgersi a questi Paesi”.
“Non è solo l’accordo tra Italia e Svizzera che cambia le cose – ha proseguito – tutto il mondo sta cambiando nella lotta all’evasione fiscale. Con la crisi del 2008 il G20 ha accelerato questo programma nell’ambito dell’Ocse e tutti i Paesi hanno adottato un sistema di scambio multilaterale di informazioni”. Riguardo ai fenomeni di elusione fiscale all’interno della stessa Unione Europea, Padoan ha aggiunto: “Nella Ue il tema fiscale è molto alto in agenda, i fenomeni di elusione sono via via aggrediti. Sono abbastanza ottimista che l’agenda fiscale migliori progressivamente sulle regole di base”.
Per le finanze pubbliche dell’Italia “ci saranno benefici” “ma non faccio previsioni”, ha detto Padoan. “Ci saranno benefici per le finanze pubbliche italiane, ma anche benefici a piu’ lungo termine perche’ introduciamo un terreno di trasparenza tra il contribuente e l’amministrazione, per gestire la questione fiscale in maniera piu’ amichevole”.
Il ministro ha anche annunciato che l’Italia firmerà nei prossimi giorni un accordo con il Liechtenstein, analogo a quello di oggi con la Svizzera. L’accordo sarà firmato, ha precisato, prima della scadenza del 2 marzo fissato dalla legge per aderire alla voluntary disclosure. La firma dell’accordo – ha precisato Padoan in un secondo tempo – avverrà il prossimo 26 febbraio. (Agi)

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