Calderoli vuota il sacco e fa tutti i nomi ed i cognomi dei responsabili della attuale legge elettorale, il Porcellum.



Per chi fosse tentato di provare stima per questo gesto vi ricordo che fornire dettagli su un “reato” che ha commesso non lo rende in alcun modo innocente ma rimane l’esecutore materiale di tale scempio. Un omicida che rivela chi sono i suoi mandanti non riporta in vita la vittima e non gli viene annullata in alcun modo l’attribuzione delle responsabilità nel reato commesso.

Io credo che sia assolutamente invece necessario affrontare il problema della legge elettorale anche perchè ogni giorno mi fischiano le orecchie rispetto alle responsabilità che mi vengono attribuite e quindi oggi gradirei proprio con questa richiesta di urgenza dare un papà una mamma gli zii e i nipoti e tutto il resto al famoso Porcellum visto che molti colleghi mi chiedono “Come hai fatto a scrivere una cosa del genere?” Devo dire che io ho messo a disposizione la penna ma a scriverla quella legge siamo stati in tanti da una parte e dall’altra dell’emiciclo. Io ai tempi facevo il ministro delle riforme (e non il senatore o deputato) e mi venne attribuita la paternità di questa legge. Peccato che la legge non fu di iniziativa governativa ma di iniziativa parlamentare così come parlamentari erano gli emendamenti che furono presentati e votati in quell’aula. Però la colpa è sempre mia del famoso porcellum. A me come ministro e come forza politica il mattarellum andava assolutamente bene. L’iniziativa del porcellum venne da un ricatto di Marco Follini dell’UDC che disse che non avrebbero mai votato il quarto passaggio dalla riforma costituzionale del 2005 (che io avevo seguito fino alla terza votazione) se non modificate in senso proporzionale la legge. E da li partì il male dei mali perchè poi ciascuno vorrei metterci del suo.

Il vice premier Fini volle la cosiddetta lista bloccata che all’inizio era di 3-4 nomi, secondo modello spagnolo, che poi diventò di 30-40 come invece abbiamo trovato sulle nostre schede elettorali. Ci disse che era necessario farlo perchè il voto di scambio nel mezzogiorno era troppo deviante rispetto all’espressione della volontà popolare. Non so se sia vero però se vedo la percentuale del 14% di preferenze nelle elezioni dalla regione Lombardia e le elezioni su Napoli superiore al 95% di espressioni di preferenze qualche dubbio mi viene. Chi volle il premio di maggioranza senza il limite fu presidente Berlusconi. Tale premio doveva essere uguale sia alla camera che al senato e che piaccia o non piaccia avrebbe garantito la governabilità. Chi tolse il premio a livello nazionale e lo tradusse a livello regiorale mettendo in condizioni questo Senato di non garantire una maggioranza? L’allora presidente della Repubblica che io cercai anche di convincere che c’era la possibilità mantenerlo a livello nazionale. Chiamai l’allora segretario generale della presidenza del consiglio la repubblica Gifuni che mi rispose “Calderoli nonostante lei seguo le riforme in aula il ministro competente è il ministro Pisanu e quindi non le accordo la possibilità di parlare col Presidente della Repubblica per convincerlo” Questa è la storia.

Poi ognuno ci mise del suo perchè arrivarono i nanetti di destra e di sinistra per abbassare gli sbarramenti che erano di un certo livello però se in coalizione si riducevano anche se eri il migliore dei perdenti entravi lo stesso. Io avevo scritto un modello spagnolo con un premio di maggioranza. Capite bene per cui dopo io la definitì una porcata. Però oltre al mancato successo delle modifiche devo dire che quel’esame di quel provvedimento io lo presi in mano nell’ottobre del 2005 e per fine anno era diventata legge. Se qualcuno avesse voluto avendo più di 200 deputati e l’equivalente proporzionalmente al Senato di opposizione quel provvedimento non sarebbe mai passato e io ricordo, e lo ricorderà anche la collega Detetris che l’ostruzionismo lo fece e lo fece veramente, quando il segretario d’aula del maggior partito di opposizione richiamava i propri colleghi per non sostenere le richieste di numero legale di votazione nominale e di supporto al numero legale fatto dalla Sedatrice DePetris Correva l’anno 2007 e dietro lo stimolo del Presidente Napolitano presentai nel 2007 la proposta per abolire il porcellum e far rivivere il cosiddetto Mattarellum.

C’era presidente il presidente Bianco che disse : “che bello che è il mattarellum, si deve andare al voto” Tutti che avevano qualcosa da fare e non si fece assolutamente niente. Passa la legislatura e arriviamo nel 2012 e si raggiunse in quell’estate (il presidente Zanda se lo ricorda perfettamente) un accordo su una legge elettorale che aveva il premio che il presidente Gasparri aveva abilmente definito “C’è un premio di maggioranza che scattava al di sopra del 25% e cresceva man mano che ricevesse più voti” . Se quella legge fosse passata noi oggi avremmo una maggioranza di centrosinistra ma qualcuno che può governare non come si fa quest’oggi che si assume le sue responsabilità Noi l’accordo l’abbiamo fatta con quello che è poi diventato il ministro Quagliariello nel corso di un fine settimana ma ha perso “l’ascensore” e la legge elettorale è andata a casa anche questa volta.
 Quindi io credo si debba affrontare questo argomento. Dobbiamo dichiare l’urgenza però mi nasce il sospetto che se noi la chiediamo adesso non possiamo dimenticare che il 31 di luglio la stessa cosa l’ha fatto la Camera C’era il nostro predecessore collega che diceva “a pensar male si fa peccato” Però qualche volta ci si becca Io non vorrei che le equivalenti richieste da camera e senato rispetto all’urgenza della legge elettorale nascondano tanto la volontà di modificare la legge elettorale ma il fatto di far nascere un conflitto di attribuzione fra i due presidenti di camera e senato e hanno così tanta voglia tutti di farla che a furia di discutere chi dovrà far la prima perchè sono tutte e due urgenti alla fine non la farà nessuno

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