Elezioni in Sicilia, è panico: forse le elezioni regionali sono da annullare

17/11/2017 – Regionali Sicilia, eletti potrebbero rischiare l’annullamento: chiesta verifica su alcuni certificati. Una vera e propria valanga potrebbe travolgere le elezioni regionali appena concluse. Il mancato rispetto della legge Severino – che prevede che ogni candidato presenti una certificazione di candidabilità – già riscontrato su alcuni eletti del centrodestra, del Partito democratico e del Movimento Cinquestelle nel trapanese, potrebbe estendersi a macchia d’olio nelle altre province della Regione e, di fatto, invalidare i risultati di alcuni rappresentanti eletti.

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La mancata presentazione della certificazione, come previsto dal testo di legge, comporta infatti l’immediata decadenza dalla carica o la mancata proclamazione. Come già avvenuto a Trapani, dove il primo dei non eletti di Sicilia Futura ha dato mandato ai suoi legali per accedere agli atti, a volerci veder chiaro anche a Catania è il consigliere comunale di Motta Sant’Anastasia Danilo Festa, secondo candidato più votato della lista Cento passi per la Sicilia dopo Claudio Fava ma non eletto al parlamento regionale.

La richiesta di accesso agli atti
Con una nota inviata dal suo legale Antonino Landro all’ Ufficio Centrale Regionale presso la Corte di Appello di Palermo e all’Ufficio Centrale Circoscrizionale presso il Tribunale di Catania, Festa ha infatto chiesto di conoscere ed eventualmente estrarre copia di tutti gli atti inerenti alle certificazione prodotte ai sensi dell’art. 9 del d.lgs. 235/2012, da tutti i candidati all’Assemblea Regionale Siciliana alle recenti elezioni del 5 novembre 2017. La risposta alla richiesta, così come previsto dalla legge, dovrà avvenire entro e non oltre giorni trenta dalla comunicazione della stessa. Una tempistica che, se non sarà rispettata, potrebbe portare il legale di Festa ad adire le competenti sedi giudiziarie.



Cosa potrebbe accadere?
Due sentenze del Consiglio di Stato, una delle quali a proposito delle elezioni regionali in Molise, hanno escluso i candidati eletti, togliendo i loro voti dal conteggio dei seggi. Se così dovesse accadere anche in Sicilia, di fatto, si avrebbe uno stravolgimento dello status quo che comportebbe un ridisegno dell’attuale scacchiere politico dell’Ars. Se, ad esempio, le candidature invalidate fossero quelle di parlamentari regionali eletti in maggioranza, l’intera tenuta del governo potrebbe vacillare, date le diverse percentuali che andrebbero assegnate alle liste.


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