Voto di scambio politica-camorra arrestato ex vicesindaco di Nocera

13/01/2018 – Un noto politico di Nocera Inferiore è stato arrestato, dai carabinieri del Ros, delegati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, con l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso. Si tratta di Antonio Cesarano, ex vice sindaco nella giunta guidata da Antonio Romano.

Il blitz
Nel corso del blitz sono state eseguite perquisizioni nei confronti di altri 9 indagati ed acquisiti atti del Comune. L’operazione è la prosecuzione di un’altra denominata “Un’altra storia” che permise lo scorso anno di arrestare i membri di tre gruppi criminali operanti sul territorio. Nell’agosto scorso furono inoltre arrestate altre quattro persone.

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I dettagli
La fase investigativa denominata “Un’altra storia”, culminò , lo scorso dicembre 2016, con l ‘esecuzione, a Nocera Inferiore, di un provvedimento nei confronti dei componenti di tre distinti gruppi criminali armati, attivi in quel territorio e dediti alla commissione di una pluralità di delitti. Tra questi, il gruppo capeggiato dai fratelli Uomo, Michele e Luigi. Poi, nella seconda decade del mese di agosto 2017 con l’esecuzione, a Nocera Inferiore, di un provvedimento nei confronti di 4 persone ritenute, a vario titolo, responsabili dei reati di associazione a delinquere di stampo camorristico, scambio elettorale politico-mafioso, corruzione elettorale, estorsione, violenza privata.

Nella circostanza era stata messa in evidenza la figura di Pignataro, storico affiliato alla “N.C.O.” di Raffaele Cutolo, transitato poi nel cartello criminale denominato “Nuova Famiglia”, il quale avvalendosi di Ciro Eboli (cognato di Luigi Cuomo), nonché di Luigi Sarno e di altri, era dedito a rivendicare e promuovere sul territorio, attraverso atteggiamenti camorristici, il proprio carisma criminale e a rivendicare la propria egemonia territoriale anche nei confronti di omologhe consorterie operanti nei comuni limitrofi, come dimostrato in occasione della spedizione organizzata ad Angri, In quel contesto, tale spedizione fu finalizzata a far desistere un creditore dal riscuotere la somma di denaro che gli doveva essere corrisposta da un conoscente dello stesso Pignataro. E ancora ad assicurarsi solidi rapporti di natura politica nell’amministrazione pubblica di Nocera Inferiore, al fine di garantirsi tornaconti personali per sé ed i sodali.



L’accordo
In quel contesto, assunse importanza l’accordo di scambio politico-mafioso concluso tra Antonio Pignataro ed i suoi sodali con il consigliere comunale, in carica fino al giugno 2017, Carlo Bianco, eletto all’epoca nella lista “Riformisti”, facente parte della maggioranza amministrativa di Nocera Inferiore, retta, all’epoca, dal sindaco Manlio Torquato. Lo scambio elettorale politico mafioso è stato così ricostruito: Carlo Bianco, candidato al consiglio comunale di Nocera Inferiore, in occasione delle elezioni amministrative dell’11 giugno 2017, ha accettato da Antonio Pignataro la promessa di procurargli voti contando sulla forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento ed omertà che ne deriva, grazie al carisma criminale di quest’ultimo, alla sua storica appartenenza alla NCO Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, alla sua riconosciuta fama di pluriomicida, al suo attuale ruolo di capo della associazione di stampo camorristico, in cambio della erogazione della utilità, rappresentata dal cambio di destinazione urbanistica di un fondo ubicato nelle vicinanze delle proprietà della diocesi di Nocera Inferiore, sul quale doveva essere realizzato un edificio da destinare a una mensa Caritas, rispetto alla cui edificazione si registrava un diretto interessamento e coinvolgimento dello stesso Pignataro, di Ciro Eboli, di Antonio Cesarano.


Questi ultimi, avevano lo specifico compito di fungere da tramite fra il consigliere comunale ed il capo del sodalizio criminoso, ristretto agli arresti domiciliari per ragioni di salute: in conseguenza delle dirette sollecitazioni di Carlo Bianco, il 16 maggio, la Giunta Comunale di Nocera Inferiore aveva adottato l’atto di indirizzo ai funzionari comunali propedeutico alla variante al Puc, circa il terreno in questione. In cambio di quella utilità, Pignataro ed i sodali, tramite Antonio Cesarano, avevano garantito a Bianco un pacchetto di almeno 100 voti, promesso in occasione delle elezioni amministrative del giugno 2017, in cui il consigliere comunale uscente Bianco si era candidato nella lista “Moderati per Torquato”, di appoggio al sindaco. E’ stato anche ricostruito il ruolo assunto da Cesarano rispetto alla consumazione del reato in disamina: questi, fungendo da collante tra Pignataro, Eboli e Bianco, era, di fatto, il trait d’union tra questi ultimi e la Pubblica Amministrazione. Va ricordato, infine, che l’indagato Bianco ebbe ad adempiere alla propria prestazione promuovendo l’adozione della delibera di Giunta citata. FONTE
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