Famiglie, luci e ombre su consumi e indebitamento

Si è chiuso un anno che, ancora una volta, ha riservato alcune dinamiche poco positive sul versante delle famiglie, spesso alle prese con problemi di natura economica e finanziaria: eppure, secondo l’Istat, l’Italia si sta muovendo verso una situazione di miglioramento.

I dati dell’Istat. L’ultimo rapporto dell’istituto italiano di ricerca, infatti, segnala che i redditi delle famiglie sono cresciuti, seppur in maniera lieve (0,7 per cento) rispetto al trimestre precedente, mentre a livello generale sembra essere definitivamente alle spalle la deflazione, con il tasso dei prezzi che si è riportato ai livelli del 2013, intorno all’1,2 per cento.

Situazione in via di miglioramento? La notizia più interessante che emerge dall’analisi dell’Istat, però, è quella che riguarda la situazione delle famiglie: rispetto al passato, infatti, alla fine dell’anno gli abitanti dello Stivale sono finalmente riusciti a mettere da parte alcuni risparmi, dopo un anno (se non di più) di erosione ininterrotta delle riserve. E sarebbe propizio anche lo stato delle casse dello Stato, grazie al carico delle tasse e al tasso di indebitamento in calo, rispettivamente ai minimi da sei anni e da dieci a questa parte.

Le perplessità. Eppure, non tutti sono d’accordo con questa analisi, che ovviamente è “solo” statistica, e da più parti si è discusso della differenza tra l’interpretazione di questi dati e la situazione del “Paese reale“; in particolare, su questo secondo asse si sono schierate la Confcommercio, che definisce il periodo caratterizzato da “incertezze“, il Codacons (che ha anche denunciato i nuovi colpi ai portafogli delle famiglie, con i rincari di tariffe e prezzi al consumo) e Federconsumatori.

Qual è il Paese reale? L’aspetto più critico riguarda proprio lo studio dei numeri, perché le cifre sono ovviamente un dato medio, che non possono descrivere la situazione reale e spiegare in che modo la ricchezza si sia effettivamente distribuita, soprattutto in un contesto dove le retribuzioni contrattuali sono rimaste ancora al palo e in cui i consumi si contraggono lievemente.

L’analisi di Prodeitalia. E difatti la fotografia scattata dall’Osservatorio Prodeitalia tratteggia una scena completamente differente, che non si può evitare di definire “allarmante“, soprattutto per quanto riguarda la questione legata all’indebitamento delle famiglie: addirittura, secondo questa indagine quasi un italiano su quattro è stato costretto a contrarre debiti per garantire prestazioni sanitarie a un familiare in condizione di fragilità, con importi che in alcuni casi si sono avvicinati anche ai tremila euro.

Aumentano i debiti. Allo stesso tempo, poi, si registra un aumento delle persone che hanno rinunciato alle cure mediche per motivi economici, mentre dall’altro lato preoccupa la propensione a indebitarsi per mantenere il proprio status sociale, con spese apparentemente futili che però servono da un punto di vista psicologico per “salvare le apparenze” o sentirsi meglio con se stessi. In questi termini, secondo Prodeitalia, un 5,3 per cento di persone ha chiesto prestiti per permettersi di celebrare matrimoni, comunioni o anniversari, mentre l’1,4 per cento delle famiglie ha contratto un debito anche solo per l’acquisto di un regalo.

La crisi per le imprese. Dalle famiglie e dai privati alle imprese, la situazione non è poi tanto differente: nel solo 2017 sono state quasi 12 mila le aziende italiane che hanno portato i libri in Tribunale, dato comunque in calo rispetto ai periodi “neri” del 2014. Una tendenza confermata anche dalle ricerche online di informazioni sulla messa in mora, come quelle fornite dal portale specializzato in consulenze legali AvvocatoAccanto, che spiega come il creditore possa procedere in situazioni critiche legate al recupero dei propri crediti.

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