Festa dell’Unità a luci rosse, sexy shop tra gli sponsor: scoppia il caso a Treviglio

22/07/2018 – «Il colore predominante sarà sempre il rosso. Ma questa volta, accanto a quello tradizionale della fede politica (anche se ultimamente assai stinto), verrà affiancato quello dell’eros». L’incipit di una notizia del Giorno è tutto un programma e si riferisce alla scelta piuttosto “irrituale” della Festa dell’Unità di Treviglio, che prenderà il via giovedì nel capoluogo della Bassa Bergamasca, di scegliere tra i suoi numerosi sponsor anche il sexy shop “L’isola del piacere”. Basta dare un’occhiata sulla pagina Facebook della kermesse, per essere attirati dal logo del negozio. Sarà una mossa “attrattiva” in tempi di magra politica? Stando ai commenti sulla pagina Fb si direbbero più allibiti che attratti i militanti e le militanti di quel che rimane della sinistra.

Che cosa non si farebbe pur di risalire una china ormai così mesta. Lo sconcerto riguarda anche i premi offerti dal sexy shop per la tradizionale lotteria. Accanto a salsicce e formaggi – tradizionali gadjet mangerecci delle Feste dell’Unità- i vincitori potranno accaparrarsi anche qualche oggetto erotico.

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Due dei dieci premi in palio promettono oggettistica di questo tipo. Le reazioni. Una donna scrive su Facebook: “Non mi sarei mai aspettata che ad una Festa dell’Unità di trovare uno sponsor con un manifesto così sessista nei confronti delle donne. Perché nella pubblicità non ci sta un uomo, e poi farsi sponsorizzare da un sexi shop… non sono moralista… ma non si può vedere sta cosa”. Alle proteste di qualche attivista di sinistra risponde Alberto Vertova, neo presidente dell’associazione Amici della Festa dell’Unità, che respinge al mittente le accuse. Pecunia non olet. «Le difficoltà sono tante e non siamo nella condizione di dire no ad uno sponsor», glissa. «Nei gestori del negozio – spiega Vertova – abbiamo trovato persone disponibili, che hanno voluto darci una mano e noi abbiamo accettato la sfida». Tenta di far digerire la pillola: «Guardi, bisogna che tutti si tranquillizzino – sottolinea – specialmente quegli attivisti per i quali è stato un colpo scoprire che un sexy shop era tra gli sponsor della manifestazione: in fondo la nostra vuole essere una festa per tutti i gusti. Comunque – conclude tra il serio e il faceto l’organizzatore – stiamo ancora pensando se esporre i premi sexy con i relativi cartelli che li indicano, oppure no». Cosa dicono le militanti, le piddine sempre pronte a a lanciare accuse di maschilismo? Per ora – a parte le utenti su Fb- nulla. FONTE
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