Olimpiadi Milano-Cortina 2026: corsa al max-affare per impianti che rimarrano inutilizzati

25/06/2019 – Milano e Cortina organizzeranno l’Olimpiade invernale del 2026 dal 6 al 22 febbraio e le Paralimpiadi dal 6 al 15 marzo. Le due città del “ticket” azzurro non illustrano però tutta la mappa dei Giochi che verranno. Si gareggerà, infatti, anche in Valtellina, in Val di Fiemme e in Alto Adige. La novità dell’ultimissima ora riguarda la cerimonia di apertura. Non ci sarà soltanto il palcoscenico di San Siro a dichiarare aperti i Giochi. Anche a Cortina si svolgerà una cerimonia di apertura in contemporanea per permettere a tutti di vivere l’esperienza del via delle Olimpiadi. La chiusura è invece confermata nell’Arena di Verona, teatro dell’ultimo arrivo del Giro d’Italia. Le Paralimpiadi – con sei sport in programma: hockey, biathlon, sci alpino, di fondo, curling in carrozzina, snow board – si apriranno al Pala Italia di Milano con la chiusura in piazza del Duomo.

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IL PALAITALIA — Milano ospiterà il pattinaggio artistico e lo short track al Forum di Assago, mentre le gare di hockey ghiaccio saranno organizzate al Pala Italia, che sorgerà nella zona di Santa Giulia con 15mila spettatori di capienza, e nel ristrutturato Palasharp.

Il Villaggio Olimpico più importante sarà costruito nella zona dell’ex Scalo di Porta Romana, che dopo le Olimpiadi sarà riconvertito in residenze per gli studenti. In Piazza del Duomo è prevista invece la Medal Plaza. La Valtellina diventerà invece la capitale dello snowboard e del freestyle a Livigno, mentre a Bormio, sulla mitica pista “Stelvio” è in programma lo sci alpino maschile.

IL BOB DI CORTINA — La parte femminile del programma si svolgerà invece sulla pista “Olimpia” di Cortina. Cortina che avrà anche il curling nello stadio olimpico (oggi un palazzetto dello sport, nel 1956 non aveva il tetto e ospitò la cerimonia di apertura), l’impianto che forse ha conquistato di più gli ispettori del Cio nella visita di aprile. Rinascerà anche la pista “Monti” per bob, slittino e skeleton. E’ l’investimento “sportivo” più importante con 42 milioni di euro, ed è quello su cui c’è un certo scetticismo del Cio. Ma il comune di Cortina e la regione Veneto hanno tenuto duro: c’è un piano di sviluppo anche per il “dopo” Giochi, fra sviluppo turistico e centro federale permanente. C’è poi la parte del Trentino e dell’Alto Adige. In Val di Fiemme sono in programma lo sci di fondo a Tesero, il salto e la combinata nordica a Predazzo. A Baselga di Pinè la pista avrà la sospirata copertura per ospitare le gare di pattinaggio di velocità. Per il “dopo Giochi” c’è un progetto di utilizzo da parte dell’università di Trento. Mentre lo stadio di Anterselva, in provincia di Bolzano, che aspetta i Mondiali del 2020, è pronto per il biathlon.

SOLDI — Secondo il dossier della candidatura le Olimpiadi costeranno un miliardo e 300 milioni di euro. Rientreranno nella massima parte attraverso il contributo diretto del Cio e la quota parte relativa ai top sponsor (36%), con sponsor locali (31%), con la vendita dei biglietti (17%). Il Governo pagherà tutte le spese per la sicurezza (415 milioni di euro), ma lo Stato incasserà 601,9 milioni di euro in più di entrate fiscali aggiuntive secondo uno studio dell’università “La Sapienza” di Roma. Complessivamente, sempre secondo lo studio costi/benefici commissionato dal Governo, i ricavi dovrebbero raggiungere i 2,3 miliardi di euro. Da domani si comincerà a lavorare per trasformare anche queste cifre in realtà.

NOMINE — Chi ci lavorerà. Giovanni Malagò diventerà il presidente del comitato organizzatore con un profilo “istituzionale” (e senza lasciare la carica di presidente del Coni), mentre nei prossimi giorni verrà scelto il managaer-amministratore delegato che lavorerà a tempo piano per Milano-Cortina. – [FONTE]
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