Appalti truccati e corruzione nel Milanese, 10 ordinanze. Indagato anche il gruppo Humanitas

06/09/2019 – Il nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Milano ha eseguito 10 ordinanze cautelari, tra cui gli arresti domiciliari per un dipendente del Comune di Pieve Emanuele ed ex responsabile del servizio edilizia e urbanistica del Comune di Basiglio, una misura sospensiva dall’esercizio dai pubblici uffici per 6 mesi per Piero Angelo Riffaldi, dipendente del settore tecnico di Pieve Emanuele, e 8 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria per una serie di imprenditori e per due dipendenti del gruppo ospedaliero Humanitas di Rozzano, gli architetti Marco Gaiazzi e Renato Restelli. Anche il gruppo Humanitas risulta indagato per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti.

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L’inchiesta, coordinata dal pm di Milano Luca Poniz, vede al centro una serie di episodi di corruzione e nove turbative di gare d’appalto per un importo di oltre 8,6 milioni di euro. In particolare, una delle vicende al centro delle indagini riguarda la realizzazione del ‘Campus della Pieve’ a Pieve Emanuele, un polo sanitario e universitario dell’Humanitas. In questo caso, secondo l’accusa, i due professionisti Gaiazzi e Restelli, che erano in rapporti stretti con Guadagnolo, avrebbero garantito sulla carta lavori di urbanizzazione per circa 3,2 milioni di euro effettuandone, in realtà, molti meno. E il dipendente comunale di Pieve Emanuele in cambio avrebbe ottenuto un incarico per il figlio della compagna alla Fondazione Humanitas, la promessa di altre assunzioni per suoi parenti e anche la possibilità di saltare le liste d’attesa in ospedale.

In un altro dei molti capi di imputazione dell’inchiesta, poi, Guadagnolo è accusato sempre di corruzione per aver ottenuto un incarico a favore del cognato, la promessa di una casa e di 100mila euro come tangente per favorire con varianti e modifiche del piano di governo del territorio di Basiglio (una presunta turbativa d’asta), dove era all’epoca responsabile per l’edilizia in Comune, la società Green Oasis interessata ad ottenere un permesso a costruire. Trentadue gli indagati in totale nell’inchiesta per fatti che sarebbero stati commessi tra il 2015 e il 2016. I militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno eseguito in tutto oggi anche 12 decreti di perquisizione.

Il gruppo Humanitas commenta così la notizia dell’inchiesta: “Humanitas esprime sorpresa per le notizie riportate dalla stampa. Humanitas ha sempre agito con correttezza e trasparenza. Esprimiamo comunque il massimo della fiducia nella Magistratura che dimostrerà la correttezza del nostro operato”. – [FONTE]
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