Cena stellata da Cannavacciuolo e weekend gratis, nuove accuse di corruzione per il pm Padalino

14/11/2020 – Corruzione e abuso d’ufficio, sono le accuse che i magistrati milanesi Eugenio Fusco e Laura Pedio hanno rivolto nei confronti dell’ex sostituto procuratore torinese A. P. (oggi giudice al Tribunale Civile di Vercelli), al termine dell’inchiesta condotta dalla Procura di Torino che ha smascherato la «cricca dei favori». Dalla cena gratis in bocciofila a quella stellata nel ristorante dello chef Antonino Cannavacciuolo. E poi i soggiorni gratuiti in un resort a Orta San Giulio. E la prestazione oculistica gratis per la madre. Sono i «regali» che Padalino avrebbe ottenuto in cambio di alcuni favori giudiziari.

Un’unica catena di episodi di corruzione in atti giudiziari intrecciata a tutti i livelli della procura: imprenditori e professionisti impazienti in cerca di “giustizia”, uomini delle forze dell’ordine, e poi un avvocato, un magistrato e un vice procuratore onorario. Persone legate da rapporti di conoscenza o amicizia, in qualche caso di parentela, che forzando le regole del corretto rapporto tra le parti nel procedimento penale, hanno cercato e ottenuto benefici personali. Chi una corsia preferenziale per portare qualcuno in un’aula di tribunale, chi incarichi di lavoro, chi visite mediche per i parenti, o consulenze legali straordinarie per superare un processo da imputato, chi, infine, soggiorni di lusso gratis per sé e per i famigliari negli hotel più glamour del momento.

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Così i pm milanesi riassumono le vicende che nel 2017 travolsero gli uffici inquirenti del Palagiustizia, e in particolare le stanze al sesto piano intorno a quella dell’ex pubblico ministero, Andrea Padalino, il magistrato che arrivava direttamente dalla Milano di ” Mani Pulite” e per anni era stato in prima fila nel duro contrasto al movimento No Tav. Tredici pagine che chiudono senza sconti, almeno sotto il profilo dell’accusa, una storia travagliata rimasta in certo modo sospesa fino a questo vaglio, dopo aver letteralmente spaccato in due la procura torinese.

Oltre al magistrato nel registro degli indagati sono iscritti: R. D., l’appuntato dei carabinieri che lavorava nella squadra di polizia giudiziaria del pm. E poi ci sono coloro che avrebbro corrotto il pubblico ministero: il presidente della bocciofila C. A. M., l’oculista dell’Oftalmico R. N. e l’ex finanziere F. P., sospeso dal servizio per essere stato condannato per alcuni reati connessi a un giro di prostituzione. – [FONTE]
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