Segreto di stato su chi delinque. L’identità dei killer resta un mistero.

25/02/2023 – Assassini fermati praticamente in flagranza di reato, ma per giorni nessuno ne conosce l’identità: neanche i vicini di casa o gli amici. Che quindi magari denunceranno la scomparsa del killer, nel frattempo finito in galera. Lo stesso avviene per le vittime, che a volte restano senza nome: morti sul lavoro o pure persone rimaste uccise in incidenti stradali. Ma il mistero regna sovrano pure per cose più banali, come pub e ristoranti chiusi perché non rispettano le più elementari regole igienico sanitarie: nei comunicati i vigili urbani evitano di specificare i nomi dei locali sanzionati. E dunque i cittadini non sapranno mai di aver mangiato in un posto con i topi in cucina.

E dopo la riapertura, magari, ci torneranno. L’ultimo effetto nefasto creato dalle norme introdotte da Marta Cartabia è un buco nero informativo senza precedenti. Un bavaglio che distorce completamente le normali dinamiche della cronaca nera e giudiziaria, facendo scomparire i fatti dalle pagine dei giornali e violando il diritto ai cittadini a essere informati. Non stiamo parlando delle notizie sulle grandi inchieste che coinvolgono politici accusati di corruzione o favoreggiamento alla mafia. A svanire dai quotidiani sono soprattutto le cronache delle vicende più piccole, quelle maggiormente legate ai territori e che per questo interessano maggiormente alla cittadinanza: omicidi, morti sul lavoro, incidenti. In questo senso la norma varata dal governo di Mario Draghi è una museruola che comincia a dare i suoi effetti a Milano, a Genova, a Palermo. E che viola l’articolo 21 della Costituzione. – [Continua su FONTE]

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