Rimborsopoli. 40 richieste di rinvio a giudizio

TORINO 17/0172014 – Sono arrivate le 40 richieste di rinvio a giudizio per altrettanti consiglieri in merito all’utilizzo dei soldi pubblici del funzionamento dei gruppi consiliari, la cosiddetta “Rimborsopoli”, sentenza attesa da settimane.
Erano 43 i consiglieri che avevano ricevuto la notifica di fine indagine: 3 sono stati stralciati durante gli interrogatori in questo mese.
Ci sono dentro 33 consiglieri regionali di centro destra, compreso il Presidente della Giunta Cota, il presidente del consiglio Valerio Cattaneo, tutti i capigruppo di centro destra, Pedrale (Forza Italia), Botta (Fratelli d’Italia), Cantore (Nuovo centro destra), Burzi (Progett’Azione), Lupi (Verdi Verdi) e Michele Giovine (Pensionati). 7 sono i consiglieri del centro sinistra coinvolti: i 3 consiglieri dell’Italia dei Valori, compreso il capogruppo Buquicchio, 2 consiglieri UDC compreso il capogruppo Negro, il capogruppo dei Moderati Dell’Utri, il capogruppo Stara di Insieme per Bresso.
I restanti consiglieri, compreso il MoVimento 5 Stelle, hanno ricevuto una richiesta di archiviazione dal GIP.
Una notizia ovviamente molto attesa, dal sottoscritto e dagli elettori del M5S, che era sì data quasi per scontata, ma di cui comunque si aspettava la comunicazione.

Mi fa piacere rimarcare le motivazioni alla base della richiesta di archiviazione nei miei confronti: la particolarità dell’auto-riduzione dello stipendio a “soli” 2500 € netti al mese, la modestia degli importi, 600 € (a fronte di un avanzo a fine legislatura di 100.000 €), nonché l’assoluta assenza di qualsiasi spesa voluttuaria (erano tutti rimborsi di attività istituzionali, autorizzabili dal Regolamento interno del Consiglio), ed infine la restituzione del denaro in contestazione, attestano l’assoluta assenza di un dolo, o di un tentativo di arricchimento personale del Consigliere BONO, dicono i magistrati.

Sarebbe il caso di rimuovere immediatamente il Presidente Cota e lo deve fare il suo gruppo, ovvero, la Lega Nord o tutto il centro destra, avendo cura di convocare i comizi elettorali per il 25 e 26 di maggio insieme alle europee, se no chiederemo a Roma di intervenire. Fare un unico “election day” comporterebbe un risparmio di almeno 15 milioni di euro, che in questi momenti di difficoltà, vista la situazione del bilancio della Regione Piemonte (12 miliardi di euro di debito), non sono poco cosa.

Dobbiamo avere altresì un’interpretazione chiara di cosa possiamo fare ora che non siamo più validati come consiglieri, serve un giudizio di ottemperanza del TAR, che depositerò lunedì, per capire se, approvando il bilancio, stiamo rispettando la sentenza del tribunale di qualche giorno fa ed è corretta l’interpretazione dell’Avvocatura della Regione della salvaguardia della continuità amministrativa tramite l’approvazione degli atti urgenti ed improrogabili.

Noi, ovviamente, come MoVimento 5 Stelle ci stiamo organizzando per le prossime imminenti elezioni regionali. Non vogliamo avere calato dall’alto un candidato presidente di grido – grido interpretatelo come meglio preferite – come ha fatto il PD con Chiamparino.
Pensiamo si debba prima di tutto scrivere il programma. Stiamo lavorando sulle idee, progetti e proposte da mettere nel programma che sarà poi portato avanti da uomini e donne, tra cui uno sarà scelto come portavoce.
Tutti gli interessati sono quindi invitati a mandarci una mail per collaborare a programma@piemonte5stelle.it

Avremo presto bisogno di iniziare la campagna elettorale e conseguentemente partirà la raccolta fondi. Ricordando che il MoVimento 5 Stelle non percepisce ed anzi rifiuta (unica forza politica in Italia) i rimborsi elettorali, crediamo nel finanziamento distribuito e diffuso dei nostri simpatizzanti. Non abbiamo mai ricevuto e mai riceveremo libere dazioni (leggasi TANGENTI) da parte di lobbisti che finanziano destra e sinistra e le loro fondazioni. Basta un euro da parte di ogni singolo nostro elettore: se pensate che alle politiche abbiamo preso oltre 700 mila voti, sarebbero forse fin troppo, vista la morigeratezza del M5S, ma dobbiamo iniziare. FONTE

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