Zanda disegna il fronte anti-Grillo: “Sosteniamo i progressi di Forza Italia”

14/04/2017 – Meno male che Silvio c’è. Il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, in un colloquio con il quotidiano il Foglio, si immagina un fronte anti MoVimento 5 stelle con l’aiuto inevitabile di Forza Italia.

Dobbiamo sostenere Forza Italia a progredire sempre più verso un livello di democrazia liberale europea. (…) C’è il tema del rapporto fra sinistra e destra, ci sono distinzioni fra noi e loro destinate a durare nel tempo e ci sono le reazioni che i partiti democratici devono avere davanti davanti al diffondersi delle forze antisistema. Sono fenomeni comuni a tutto l’occidente.

Per Zanda:

è necessario che il centrosinistra e il centrodestra mantengano il il proprio pensiero e che non lo confondano l’uno con l’altro. Le distanze ci sono , ma c’erano anche nella costituente, nel dopoguerra con De Gasperi e Togliatti. Però, in quel tempo e tantomeno oggi, non sono state sufficienti a rendere incomunicabili le due parti. Come nel dopoguerra anche oggi dobbiamo sapere che i problemi sono così consistenti e i rischi che corriamo così seri che maggiore coesione riusciamo a esprimere e più chance abbiamo di battere la crisi. In questo quadro tutte le forze democratiche devono trovare dei punti minimi – o massimi, dipende -di collaborazione. Naturalmente, siccome parliamo di politica, bisogna che i comportamenti siano coerenti sia in Parlamento sia nei rapporti tra i partiti.


La risposta di Beppe GRILLO:

Il Foglio, giornale finanziato a forza dai cittadini con 52.557.792,66 di euro a partire dal 1997, pubblica ogni giorno pregiudizi, falsità e luoghi comuni sul MoVimento 5 Stelle. Considerando che saranno più le copie al macero che quelle lette, non ha senso dare peso ai loro schizzetti di fango quotidiani. E’ giusto però che non gravino sulle tasche dei cittadini e infatti il MoVimento 5 Stelle al governo abolirà i finanziamenti pubblici ai giornali. Oggi però Il Foglio ha pubblicato un’intervista al senatore Pd Luigi Zanda dal titolo: “Un fronte anti Grillo” che è doveroso segnalare. Già il titolo è ingannevole: la guerra non è al MoVimento 5 Stelle, ma alla volontà popolare.

Il presidente dei senatori piddini Zanda, e il Foglio, rivelano che il Pd deve sostenere Forza Italia perchè da una parte ci sono i partiti “democratici” (ossia tutti i vecchi partiti) e dall’altra “le forze antisistema” (ossia l’unica forza politica nuova, nonchè la prima per consensi: il MoVimento 5 Stelle). Zanda invita Pd, Forza Italia, Lega Nord, Alternativa Popolare, Campo progressista e altri a “reagire” contro il MoVimento 5 Stelle e li esorta a trovare i punti di collaborazione per “un’operazione di interesse nazionale”. Tradotto in italiano Zanda propone che tutti contrastino il MoVimento 5 Stelle per impedirgli in tutti i modi e con chissà quali giochetti di andare al governo nonostante la volontà popolare. Un intento eversivo e pericoloso.

La sovranità appartiene al popolo, come stabilisce l’articolo 1 della Costituzione, non ai partiti. Zanda si fa scudo dietro la difesa della democrazia rappresentativa, da proteggere contro l’avanzata della democrazia diretta che definisce “dittatura dei clic” togliendo ogni dubbio a chi pensava fosse una persona di buon senso. La democrazia rappresentativa è in crisi irreversibile, il web però può salvare e migliorare la democrazia. E’ inevitabile, nonchè auspicabile, che con i nuovi strumenti della Rete la democrazia diventi sempre più diretta e partecipata. Chi contrasta questa evoluzione lo fa perchè vuole tenere il popolo lontano dalle stanze dei bottoni, il MoVimento 5 Stelle vuole dare una stanza dei bottoni a ogni cittadino. Chi contrasta questa evoluzione lo fa perchè vive nel passato, il MoVimento 5 Stelle è proiettato nel futuro.

Un gigante del pensiero democratico come Norberto Bobbio nel libro “Il futuro della democrazia” scrisse nel 1984: “Nessuno può immaginare uno stato che possa essere governato attraverso il continuo appello al popolo: tenendo conto delle leggi che vengono emanate nel nostro Paese all’incirca ogni anno si dovrebbe prevedere in media una chiamata al giorno. Salvo nella ipotesi per ora fantascientifica che ogni cittadino possa trasmettere il proprio voto a un cervello elettronico standosene comodamente a casa e schiacciando un bottone.”. E’ esattamente quello che succederà. Con buona pace degli eversori del fronte anti volontà popolare.

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